Centro polifunzionale, sì dal Consiglio di Stato

30 Gennaio 2022

ALTINO. Il centro polifunzionale a Selva ora si farà. È il Consiglio di Stato a chiudere la vicenda legata alla realizzazione di un’area polifunzionale su un ettaro e mezzo di terreno in contrada...

ALTINO. Il centro polifunzionale a Selva ora si farà. È il Consiglio di Stato a chiudere la vicenda legata alla realizzazione di un’area polifunzionale su un ettaro e mezzo di terreno in contrada Selva, finita davanti prima al Tar di Pescara dopo il ricorso della Mp Invest Srl, proprietaria di parte dei terreni su cui dovrà sorgere il centro, contro il Comune, l’Arta e il sindaco Vincenzo Muratelli.
La quarta sezione del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Comune, del primo cittadino Muratelli, dichiarando l’appello fondato e ribaltato la sentenza del Tar. Insomma atti del Comune tutti legittimi e operato del sindaco privo di conflitto di interessi e senza alcun eccesso di potere.
La vicenda è nata anni fa con il ricorso al Tar della Mp Invest che si sarebbe trovata, a suo dire, nel dicembre 2015, su delibera consiliare, dei terreni che erano liberi, vincolati per la “realizzazione del Centro Selva” mentre altri terreni di oltre 6mila metri quadrati, di cui due particelle di proprietà della famiglia del sindaco di circa 369,25 mq, di cui effettivamente solo 126 mq a destinazione agricola del sindaco, liberati dal vincolo che c’era dal 1998, ma che in realtà era decaduto nel 2003. Cambi di vincoli fatti con delibere del 2015 (tra cui quella recante l’approvazione del progetto preliminare dei “Lavori per la realizzazione di un’area polifunzionale nella località Selva”, e contestuale adozione di variante semplificata al vigente piano regolatore esecutivo) e del 2016, che il Tar ha dichiarato nel 2019 “illegittime”, con il sindaco che doveva astenersi per conflitto di interessi.
Ma il primo cittadino ha sempre ribadito la correttezza degli atti, la trasparenza delle procedure che affondavano le radici nel 2013, con la precedente amministrazione, e così ha avviato il ricorso al Consiglio di Stato, nonostante le proteste di parte della minoranza consiliare. Consiglio di Stato che lo ha accolto, ribaltando la sentenza del Tar, dichiarando la legittimità delle procedure, la correttezza dell’operato del sindaco, la congruità del progetto preliminare e compensando anche le spese legali.
«È il giusto riconoscimento ad una procedura trasparente», commenta soddisfatto Muratelli, «che indicava la volontà politica di realizzare il “Centro Selva”, e al mio operato volto sempre nell’interesse della comunità e al rispetto delle regole. Comunità che recupererà anche le spese legali. Ora ripartiremo da dove ci siamo interrotti, dal progetto preliminare che non ha vizi, come precisato anche nella sentenza, e che riguarda essenzialmente la sistemazione e livellamento dei terreni al fine di garantire la prima e immediata fruibilità delle aree come parcheggio multifunzionale su cui poi andremo a ragionare per realizzare servizi per la collettività. Finalmente possiamo ripartire». (t.d.r.)
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