Centro vaccinale da 100mila euro mai aperto e già da riconvertire

L’hub allestito nell’ex padiglione ristorante della Fiera da novembre 2022 non è mai entrato in funzione Il sindaco Paolini: sarà utilizzato dalla Asl o dal Consorzio per il Centro per l’impiego o anche dal Comune
LANCIANO. Ideato, progettato, finanziato, realizzato e mai aperto: è l’hub vaccinale fatto dalla giunta Paolini nell’ex padiglione ristorante della fiera all’Iconicella. Ultimato nel novembre 2022, l’hub non è mai entrato in funzione, nonostante una spesa di 100mila euro - 70mila euro fondi Covid e 30mila del Comune - per rifare la copertura e bloccare le infiltrazioni di acqua, bagni, sistema di riscaldamento e areazione, rampe, vie di fuga e ingressi; nonostante una convenzione firmata con la Fiera per l’utilizzo per 9 anni, prorogabili, e una convenzione con la Asl Lanciano-Vasto- Chieti che doveva aprirla. Ma la struttura non ha mai aperto e resta ancora chiusa come dimostra anche la porta d’ingresso ancora incellofanata.
«È stata ideata quando il Covid imperversava», spiega il sindaco Filippo Paolini, «e serviva un hub dedicato ai vaccini e per restituire il PalaMasciangelo, usato come hub, alle società sportive rimaste senza spazi. Poi, una volta ultimata, seppur in tempi record, l’emergenza Covid è rientrata per fortuna, e di conseguenza non serviva più un hub vaccinale dedicato. Ad ogni modo restava, e resta, uno spazio per i servizi sanitari. Abbiamo infatti firmato una convenzione con la Asl per la sua gestione, anche per eventuali usi diversi: ad esempio si era pensato a un hub dove effettuare tutti i tipi di vaccini, anche per i bimbi, fatti oggi in via don Minzoni, ma servivano altri soldi per dei lavori di adeguamento. Ultimamente sapevo che si dovevano spostare nell'ex ristorante, che è pure arredato, alcuni uffici che erano in via Spaventa dove la Asl sta realizzando l’ospedale di comunità, ma sarebbero comunque chiusi al pubblico. Ad ogni modo le chiavi e la gestione li ha l’azienda sanitaria».
Che nei mesi scorsi aveva escluso la realizzazione di un centro vaccinale territoriale perché sarebbero stati necessari altri 250mila euro di lavori e che finora non ha trasferito alcun ufficio nella fiera.
In questi mesi l'azienda sanitaria ha pensato ad altre soluzioni: ad esempio sale per la formazione o per un archivio. Ma finora le uniche certezze sono che, finita l’emergenza, per ogni attività da aprire in quegli spazi servono adeguamenti che portano via altri soldi e che ad oggi la struttura è chiusa. C’è stato uno spreco di soldi pubblici quindi? «No, è uno spazio che sarà comunque utilizzato», risponde il sindaco Paolini, «dalla Asl o dalla Fiera che ha bisogno di spazi visto che ci saranno i lavori per realizzare il centro per l’impiego che si sposta da via Ovidio nel padiglione 4, oppure possono tornare al Comune».
L’area ha anche fini sociali e potrebbe essere usata dalle associazioni cittadine facendo modifiche a costi contenuti. Usi diversi, quindi, ma ancora tutti ipotetici visto che nella realtà le porte dell'ex ristorante sono ancora chiuse.
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