Centro vaccinale, fuori c’è la fila ma dentro i sanitari non ci sono

Il PalaMasciangelo resta per due ore incustodito con computer e dati sensibili alla portata di chiunque Ai volontari è stato detto di non andare ma una ventina di utenti aveva la prenotazione per la dose
LANCIANO. Computer, stampanti, materiale di cancelleria e medico, fascicoli dei vaccinati e un intero palazzetto a disposizione di chiunque. Pala Masciangelo aperto, ma completamento incustodito per un paio d’ore ieri pomeriggio per cause che Comune e Asl stanno cercando di ricostruire. Un disguido che riguarda il Comune, che deve occuparsi di apertura e chiusura dell’impianto, ma che coinvolge anche la Asl perché se da indicazioni date anche ai volontari nel pomeriggio non dovevano esserci vaccinazioni, di fatto tra le oltre 30 persone presenti, una ventina aveva la prenotazione per il pomeriggio di ieri, come riportato dalla polizia che è dovuta intervenire. Anzi, alcuni sono andati anche dopo le 16.30, quando l’impianto era stato chiuso, trovando le porte sbarrate.
Ma andiamo con ordine. Ieri mattina la struttura di Santa Rita, nonostante il giorno di festa, è stata aperta. Circa 350 i vaccini fatti. Un lavoro notevole, come avviene ogni giorno grazie alla disponibilità di medici, infermieri, dei tanti volontari che corrono tra fogli da compilare, persone da indirizzare, spiegazioni da dare. Un numero di dosi che ha portato a sforare l’orario di chiusura: non le 13.30 ma un’ora dopo.
Alle 14.30 quindi il Pala Masciangelo, rimasto vuoto, doveva essere chiuso. Invece è rimasto aperto. E si è cominciato a riempire. Una trentina le persone che, prenotazioni alla mano, senza controlli, sono entrate e sedute in attesa dell’arrivo dei medici e del personale. Ma nulla. Dopo un’ora di attesa, vedendo che tutto era all’abbandono sono usciti e hanno chiamato la polizia. La pattuglia, accertata la situazione, ha chiamato il Comune, ha atteso l’arrivo del tecnico che ha chiuso porte e cancelli tra lo sconcerto delle persone rimandate a casa. Ma qui è iniziato poi il lavoro del Comune, tramite il sindaco Mario Pupillo e Maurizio Crognale, responsabile della Croce Rossa, che coordina i volontari, della Asl per capire cosa è accaduto, cosa è andato storto visto che la l’azienda sanitaria sostiene che non ci fossero prenotazioni, mentre i cittadini i fogli li avevano: l’ennesimo disguido tra le prenotazioni sulla piattaforma Asl e quella di Poste?
«Non c’erano prenotati per il pomeriggio di ieri», precisano dalla Asl, sentita la responsabile del centro, Manola Rosato. «Quelli che erano prenotati nel pomeriggio con la piattaforma regionale, sono stati contattati da Poste per lo spostamento del giorno. Il cittadino è stato chiamato o ha ricevuto un messaggio per il cambio, per questo alla Asl non risultavano prenotazioni». Possibile che in 20 (altri 10 presenti non avevano appuntamento) non abbiano visto il messaggio o la chiamata? La Asl ha iniziato a verificare se c’è stata la comunicazione e provvederà a rintracciare i cittadini tornati a casa. Poi c’è il problema della chiusura del palazzetto. E qui ne risponde il Comune. «Faremo le nostre verifiche e se necessario metteremo una guardia», taglia corto il sindaco.
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