Centrodestra, altro strappo Si allontana anche Argirò

San Salvo, lo storico leader forzista ed ex consigliere regionale abbandona l’aula per non votare contro l’ordine del giorno della maggioranza sugli allagamenti
SAN SALVO. «Non posso votare contro la mia maggioranza, perciò non mi rimane altro da fare che uscire dall’aula». La frase, pronunciata da Nicola Argirò ha sancito la spaccatura tra il leader storico di Forza Italia e l’amministrazione comunale del sindaco Tiziana Magnacca. L’occasione per prendere le distanze dalla coalizione che guida il Comune e dal presidente dell’assemblea civica, Eugenio Spadano, è stato l’ultimo punto all’ordine del giorno, quello relativo ai provvedimenti da mettere in campo in seguito agli allagamenti avvenuti il 5 marzo scorso a San Salvo Marina, i cui danni a carico dei privati sono stati quantificati in dieci milioni di euro.
È stata la minoranza a chiedere la discussione in aula, dove le proposte dell’opposizione sono state illustrate da Domenico Di Stefano. Il consigliere del gruppo “San Salvo democratica” ha sollecitato l’impegno dell’amministrazione nei confronti del Consorzio di bonifica per i lavori sul torrente Buonanotte (che è esondato riversando acqua e fango nei garage e nei locali interrati del complesso residenziale Le Nereidi), dell’Anas per la pulitura dei canali ai bordi della Statale 16, la realizzazione del progetto per la seconda condotta per separare le acque nere da quelle bianche e quello relativo al percorso Vita, per la ripulitura delle aree verdi e tratturali del litorale e per la modifica del regolamento urbanistico, al fine di vietare l’utilizzo di scantinati costruiti al livello del mare a fini abitativi e commerciali, reso possibile da una modifica del regolamento edilizio. Per Argirò, che ha preso la parola poco prima delle 21, è stata l’occasione per prendere le distanze dalla maggioranza di centrodestra, di cui è uno dei più autorevoli rappresentanti, e da Spadano di cui ha criticato la conduzione del consiglio comunale.
I suoi fendenti non hanno risparmiato neanche il documento preparato dalla coalizione che amministra il Comune e che ha rigettato le proposte delle minoranze consiliari. Argirò non ha usato mezzi termini per esprimere il suo disappunto, un malessere politico che forse covava da tempo, ed è uscito dall’aula dopo aver annunciato che, se fosse rimasto, avrebbe dovuto votare contro la sua maggioranza.
Insomma, anche se dai banchi del centrodestra qualcuno ha cercato di minimizzare la portata politica dell’intervento dell’ex consigliere regionale, riconducendolo alla «dialettica democratica della coalizione», la spaccatura è stata sancita. In ogni caso la maggioranza ha approvato il suo documento, ritenendo quello dell’opposizione «irricevibile», in quanto, come ha spiegato lo stesso sindaco Magnacca, intendeva impegnare l’amministrazione comunale su questioni che aveva già affrontato, sia per quanto riguarda i solleciti al Consorzio di bonifica, sia rispetto agli interventi di competenza dell’Anas.
La minoranza gongola. «La maggioranza continua a perdere pezzi», commenta Gabriele Marchese (San Salvo democratica), «prima Fabio Raspa, poi Filomena D’Addario e ora Argirò».
Anna Bontempo
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