Cerratina, discarica quasi piena «Sarà emergenza se non si amplia»

Dopo il rinvio in Regione della riorganizzazione delle volumetrie torna la preoccupazione sul sito Ranieri (EcoLan): bisogna sbrigarsi. Il sindaco Paolini: problema serio. Le aziende: noi contrarie
LANCIANO. Mentre il consiglio regionale rinviava a data da destinarsi il voto sulla riorganizzazione delle volumetrie in tre discariche abruzzesi, già approvata in commissione e di cui la giunta regionale aveva preso atto, a Lanciano il presidente di EcoLan, Massimo Ranieri è tornato ancora una volta su una questione di estrema urgenza: «Senza l’ampliamento della discarica di Cerratina si rischia l'emergenza», ha detto in conferenza stampa. Il tema delle volumetrie di Cerratina un anno fa ha quasi squassato l'ex amministrazione Pupillo (alcuni esponenti di maggioranza si dichiararono apertamente contrari a qualsiasi ipotesi di metri cubi aggiuntivi di spazio nell'impianto di Cerratina) e, ora, tiene sulla graticola il centrodestra. Che da un lato, in Regione, ha ipotizzato in giunta la ridistribuzione di 800mila metri cubi di spazio in tre discariche abruzzesi (Cerratina, Civeta e Cogesa), e dall'altro, in consiglio regionale, smentisce se stessa.
Anche all'interno del consiglio comunale di Lanciano, il sindaco Filippo Paolini ha dichiarato nell'ultima seduta dell’assemblea civica di essere «contrario a nuove volumetrie. Allo stesso tempo», ha considerato tuttavia il primo cittadino, «dobbiamo misurarci con il problema dello smaltimento rifiuti che sta diventando sempre più urgente». «Non c'è più tempo», ha spiegato Ranieri - come Regione abbiamo a disposizione solo 600mila tonnellate di capacità residua e si producono 200mila tonnellate di scarti all'anno. Dopo di che si andrà in emergenza per la parte dell'indifferenziato, ma non EcoLan, bensì tutta la regione». Il presidente della spa dei rifiuti partecipata dai Comuni-soci ha fornito anche una data: 30 marzo 2025. «Dobbiamo sbrigarci», avverte, «Cerratina ha una capacità residua di 120mila metri cubi di spazio, che significa, in soldoni, ancora due anni di tempo».
Se la Regione approverà in consiglio la riprogrammazione delle volumetrie, assegnando lo spazio maggiore, 473mila mc, proprio a Cerratina, ci sarà bisogno inoltre di un iter temporale e burocratico abbastanza lungo. E in assenza di nuovi spazi e di termovalorizzatori, il rischio è, oltre all'emergenza, anche il fenomeno del turismo dei rifiuti. Si dovrà, in soldoni, bussare a discariche extra regionali che applicheranno tariffe extra regionali con costi di circa 300 euro a tonnellata contro i 130 applicati ai Comuni del bacino EcoLan.
Intanto contro l'ampliamento di Cerratina tornano a farsi sentire le aziende e attività produttive del frentano. In 57 tra aziende agricole, oleifici, cantine sociali e ditte vitivinicole, compresa l'associazione Coldiretti si dichiarano preoccupati per l'estensione dello spazio della discarica di Cerratina. «A poca distanza dall'impianto», scrivono i firmatari dell'appello, «sono presenti terreni di pregio dove si ottengono produzioni a Denominazione di origine controllata e garantita, di origine protetta, a Indicazione geografica protetta e Indicazione geografica tutelata. La vicinanza dei terreni con la discarica costituisce per noi fonte di notevole preoccupazione per la possibile contaminazione dei prodotti coltivati oltre che per le conseguenze sulla salute di chi abita nella zona. In questo territorio», proseguono le aziende, «ci sono altri impianti di trattamento rifiuti (Serre, discarica di rifiuti speciali Semataf ed ex cava Saraceni, ndc) che, assieme alla discarica di Cerratina, hanno già determinato l'emanazione delle ordinanze, tutt'ora vigenti, di divieto dell'uso dell'acqua dei pozzi per uso industriale».
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