Cerulli: «Si potrebbe ravvisare il reato di interruzione di pubblico servizio»

12 Maggio 2017

CHIETI. «A mio modo di vedere ci potrebbero essere gli estremi per ravvisare il reato di interruzione di servizio pubblico. La questione va certamente valutata». Il responsabile di Cittadinanzattiva...

CHIETI. «A mio modo di vedere ci potrebbero essere gli estremi per ravvisare il reato di interruzione di servizio pubblico. La questione va certamente valutata». Il responsabile di Cittadinanzattiva Aldo Cerulli (in foto) commenta in questo modo il caso del paziente che, nel giorno delle feste patronali di San Giustino, ha trovato la farmacia ospedaliera chiusa. «Non è la prima volta che gli utenti della farmacia pubblica non vengono sufficientemente avvisati della chiusura della struttura. D’altronde, la farmacia ospedaliera non serve solo pazienti teatini, che quindi potrebbero arrivare da soli a pensare di poter trovare le porte sprangate, ma anche pazienti di altri comuni che avrebbero dovuto essere adeguatamente avvertiti». Cerulli si pone anche un altro problema, che non riguarda più gli utenti della farmacia che arrivano da fuori, ma i pazienti dell’ospedale: «Vorrei sapere cosa sarebbe potuto accadere», chiede, «se ci fosse stata un’emergenza nei reparti? Cosa avrebbero fatto con la farmacia inaccessibile?» Per quanto riguarda, infine, il problema della comunicazione della chiusura nel giorno della festa patronale, Cerulli dice che ogni anno si ripetono i disagi dovuti al fatto che non tutti vengono raggiunti dagli avvisi di chiusura. «Con le feste di San Giustino», dice infatti il responsabile di Cittadinanzattiva, «torna pure puntuale la ’svista’ del mancato avviso». (a.i.)