«Cesina quasi un peso per il figlio» E lunedì doveva essere ricoverata

17 Febbraio 2023

Oggi c’è l’interrogatorio di Francesco Rotunno, 64 anni, arrestato per il delitto, ma non risponderà Ammanchi cospicui di denaro dal conto corrente della 88enne strangolata con un laccio mai trovato

CASOLI. L'anziana madre, disabile e quasi cieca, era diventata un «peso» per quel figlio che pure, appena sei mesi prima, l'aveva tolta dalla residenza anziani per accudirla personalmente con l'aiuto di una badante. È questo il movente che emerge dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Francesco Rotunno, figlio 64enne di Cesina Bambina Damiani, l'88enne trovata strangolata domenica sera nell'abitazione di corso Umberto I, a Casoli, dove i due vivevano. L'uomo deve rispondere di omicidio volontario aggravato dal rapporto familiare e dalla minorata difesa della vittima, disabile e ipovedente. Le attività di indagine coordinate dal sostituto procuratore di Lanciano, Serena Rossi e condotte dai carabinieri del nucleo operativo di Lanciano diretto dal tenente Giuseppe Nestola, insieme agli accertamenti tecnici della sezione scientifica di Chieti, hanno escluso l'intervento di terzi sulla scena del crimine e stretto il cerchio sul figlio della vittima.
I riscontri effettuati, le testimonianze raccolte, la disamina di video e del materiale reperito hanno indotto la Procura a richiedere al gip Massimo Canosa l’emissione del provvedimento cautelare a carico dell'unico indagato, eseguito al momento delle dimissioni di Rotunno dall'ospedale. Ricoverato in Psichiatria la sera stessa del ritrovamento del cadavere della madre, in seguito a un tentativo di suicidio, forse in un rigurgito di coscienza per il grave reato commesso. La porta d'ingresso chiusa, nessun segno di forzatura, stanze in ordine, hanno portato gli investigatori a escludere un tentativo di furto finito male, anche perché Cesina Damiani, praticamente cieca, non avrebbe potuto vedere gli autori né opporsi ad essi. Poi la posizione del cadavere, trovato dalla badante sul letto del figlio, supino e composto, ai piedi un vestito funerario pronto per esserle messo addosso: il tutto incompatibile con condotte violente di estranei.
Se in casa andava cercato il responsabile, è verso il figlio Francesco che si sono subito diretti i sospetti. Dalle testimonianze sarebbero emersi i modi bruschi con cui Rotunno trattava la madre, la quale rifiutava persino di essere imboccata dal figlio e ultimamente appariva deperita, tanto da indurre il medico curante a chiedere un ricovero per accertamenti. Ricovero programmato per lunedì 13, il giorno dopo il delitto, che potrebbe aver accelerato l’eventuale «proposito omicida», ipotizza l'ordinanza. Risulterebbero anche cospicui ammanchi di denaro dalle disponibilità dell'anziana, la cui morte, cagionata da un laccio stretto attorno al collo, si collocherebbe nel primo pomeriggio di domenica. Sarà l'autopsia, forse lunedì a Fermo (salma positiva al Covid), ad accertare le modalità del decesso e a verificare se sul corpo ci siano altri segni di violenza. L'interrogatorio di garanzia di Rotunno c’è questa mattina, ma l'indagato si avvarrà della facoltà di non rispondere.
«L'ho trovato provato, in stato di confusione», racconta l’avvpocato di fiducia Silvana Vassalli, «non ricorda nulla, gli ho spiegato la situazione e ciò che lo aspetta. Questo tempo mi permetterà di approfondire gli elementi forniti dalla Procura e valutare una strategia difensiva. Non siamo di fronte al mostro, a una persona socialmente pericolosa, ma a un uomo che ha vissuto e vive problemi di natura familiare».
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