Chef 31enne morto a New York L’addio con musica e palloncini

10 Dicembre 2022

Lacrime e commozione ai funerali di Mario Ferrari, il giovane vittima di un incidente negli Stati Uniti Una sua gigantografia all’ingresso in chiesa, le note di Vasco Rossi accompagnano l’ultimo saluto

ORSOGNA . I palloncini lasciati volare in cielo e la musica di Vasco Rossi hanno salutato definitivamente Mario Ferrari. È trascorso quasi un mese da quando lo chef 31enne di Orsogna è tragicamente morto a New York. Ieri pomeriggio, nella chiesa di San Nicola, sono stati celebrati i funerali del ragazzo. Tanti tra familiari e amici hanno voluto dare l’addio al giovane che era espatriato per inseguire il suo sogno. E ce l’aveva fatta Mario: era diventato capo cuoco in un ristorante di New York, l’Harry’s Table, appartenente alla famosa catena italiana Cipriani.
La voglia di diventare uno chef affermato lo aveva portato a girare il mondo: il giovane cuoco di Orsogna, nato a Pescara, aveva lavorato prima a Torino, poi a Londra e infine negli Stati Uniti. Ma un incidente, la caduta da una scala antincendio, hanno spento per sempre il suo sorriso. Lo stesso che la mamma Silvana, i parenti e gli amici ricorderanno per sempre: «Continuiamo a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Sorridi, pensa a me e prega per me. Chiamami con il mio nome, come hai sempre fatto. Pronuncialo senza tristezza. Io sarò lì con te. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto». Sono queste le parole che apparivano sotto alla gigantografia di Mario posta all’ingresso della chiesa, dove la bara bianca è entrata intorno alle 15.30.
Una foto, la stessa che pubblichiamo qui, in cui si mostra sorridente. Lo chef 31enne verrà ricordato così: «Ti ho amato dal tuo primo sorriso, dal tuo primo respiro, dal tuo primo battito. Ti ho visto diventare un uomo, maturando tra gioie, dolori e anche qualche marachella, ma soprattutto duro lavoro e soddisfazioni», ha scritto la mamma su Facebook. «Mi hai resa tanto orgogliosa di te, figlio mio: con la tua tenacia e il tuo sorriso hai percorso la strada che portava ai tuoi sogni ed ogni tua gioia è stata anche la mia. Mi rende orgogliosa sapere che hai fatto tesoro di ciò che ti ho insegnato: affrontare la vita con il sorriso, essere operosi ed umili e circondarsi d’amore. Non sono pronta a lasciarti andare». Non lo era nessuno di quelli che ieri, dandogli l’addio, hanno rivolto lo sguardo all’insù mentre i palloncini volavano in cielo.
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