Chiama i carabinieri per avere la medicina

5 Giugno 2024

Farmacia dell’ospedale, protesta una malata. Il manager Asl: non ci sono tagli alla spesa del settore

LANCIANO. Ultimamente non riesce a trovare il farmaco necessario per la sua terapia alla farmacia dell’ospedale Renzetti e ieri mattina, stufa di attese snervanti che incidono sulle sue già precarie condizioni di salute, la donna ha chiamato i carabinieri. «Sono andata come ogni mese alla farmacia dell’ospedale Renzetti dove lavorano persone splendide», racconta la donna affetta da sclerosi multipla, «e anche questa volta mi hanno detto che non c’era il farmaco necessario per la mia terapia. A quel punto ho detto basta: adesso o chiamo il direttore generale Asl che ha detto che non ci sono problemi nell’approvvigionamento dei farmaci e me lo procura, o i carabinieri. Ho chiamato quest'ultimi però mi hanno detto che non potevano fare nulla per risolvere il problema». La donna però non demorde. «Mi sono seduta ad aspettare che mi dessero il farmaco in un modo o in un altro», riprende, «ho una malattia che non mi sono cercata, pago le tasse: ho diritto alle cure. Non è giusto che chi soffre già per una malattia deve soffrire pure per potersi curare». Alla fine la donna il farmaco l’ha ottenuto.
«Io invece», aggiunge uno stomizzato, «ho dovuto comprare placche e sacche che prima avevo dalla farmacia. Sono pensionato, arrivare a fine mese è già difficile, così mi diventa impossibile». Proteste arrivate anche da alcuni pazienti oncologici e dagli ausiliari che lavorano negli ospedali portando avanti lavori di magazzino, di consegne e trasposto pure di farmaci a cui la Asl ha dimezzato le ore di lavoro. Ma per il direttore generale Asl, Thomas Schael, non ci sono problemi con i farmaci. «Non ci sono tagli alla spesa farmaceutica, non viene negato o, peggio, tolto niente a nessuno», afferma Schael. «È una protesta utilizzata strumentalmente per denunciare presunte quanto gravi azioni tese a contenere spesa e deficit, negando farmaci ai malati. Per gli oncologici abbiamo posticipato le terapie di due giorni perché la farmacia si è trovata a fronteggiare l’esaurimento improvviso delle scorte per mancato rifornimento, che è stato poi rapidamente compensato dagli stessi fornitori riallineando i tempi. Alla farmacia è stata chiesta un’attenzione aggiuntiva alla programmazione, così da evitare impasse come quello che si è verificato ma attiene a un aspetto organizzativo, non di scelte aziendali. La gestione dei conti e la necessaria ottimizzazione di alcuni processi che abbiamo il dovere di mettere in campo non intaccherà mai il diritto alla salute e alle cure dei nostri cittadini».
Il manager poi assicura anche che non sarà tagliato il reparto Utic all’ospedale Renzetti, una voce circolata per la carenza ormai cronica di personale, e che sulle liste di attesa e le prenotazioni al Cup si lavora sempre per assicurare la presa in carico dell’utente.
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