Chiamato dalla Asl dopo l’articolo

Gli lasciano la cannula in trachea per 15 mesi, lo dice al Centro e viene rioperato
CANOSA SANNITA. Viveva con una cannula nella trachea da ben quindici mesi, dopo che nel gennaio 2014 era finito sotto i ferri all'ospedale Santissima Annunziata di Chieti per un intervento di tracheotomia e ariteniodectomia parziale sinistra con laser CO2 ed asportazione di mucosa aritenoidea sinistra con applicazione di una cannula provvisoria.
Nelle settimane scorse il racconto della vicenda era apparso sulle pagine del Centro e finalmente Enrico Cerqua, 62 anni, di Canosa Sannita, è stato operato. È stato contattato dalla Asl Lanciano Vasto Chieti il giorno stesso della pubblicazione dell’articolo sul giornale, ma il felice esito della storia non fermerà l'azione legale intrapresa dall'avvocato del Cerqua, Massimiliano Matteucci.
«Il dato oggettivo è che purtroppo il mio cliente è riuscito a farsi operare solo perché ha denunciato l’increscioso fatto alla stampa, venendo meno così tutti i principi legati al diritto alla salute che ogni cittadino dovrebbe vedersi riconosciuto» ha commentato proprio Matteucci.
«Adesso il Cerqua resta comunque in osservazione medica per verificare il corretto decorso post operatorio, ciò non toglie che l’azione legale nei confronti della Asl, resasi inadempiente senza alcuna spiegazione, continui per accertarne le responsabilità e il risarcimento del danno».
L'uomo, dopo l'operazione avvenuta nel gennaio 2014, aveva avuto delle complicazioni durante una normale medicazione che ne avevano provocato il ricovero nel reparto di Rianimazione, con il conseguente ritardo del decorso post operatorio e delle dimissioni, arrivate un mese dopo l’intervento. E di lì a qualche settimana, secondo quanto indicato dai medici del Clinicizzato di Chieti, Cerqua avrebbe dovuto sottoporsi a un nuovo intervento per la rimozione della cannula provvisoria e la chiusura del foro alla trachea. In realtà, però, come aveva sottolineato il legale Matteucci, era iniziato il calvario del suo assistito, «sballottato da un reparto all’altro e senza una risposta certa di carattere medico, semplicemente per una cattiva organizzazione interna tra i reparti».
Il 62enne ha dovuto convivere con la cannula per svariati mesi, con tutti i disagi che una simile patologia comporta non solo allo stato di salute generale ma anche alle relazioni personali e famigliari. Ed il resto, poi, è storia recente: l'articolo sul Centro e la tanto attesa chiamata giunta dal Santissima Annunziata di Chieti. Ma ciò non fermerà la formale richiesta di risarcimento avviata dall'avvocato Matteucci. Per troppo tempo Enrico Cerqua ha dovuto fare i conti con il suo disagio.
Alfredo Sitti
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