Chiavi e spadino al mastrogiurato Lanciano rivive i fasti delle fiere

2 Settembre 2024

Strade gremite per il corteo e la consegna dei simboli del potere al magistrato che governava la città Ruolo affidato al giudice Gargarella. In mattinata alzabandiera di buon auspicio per il clima delle Feste

LANCIANO. Giornata ricca di tradizione e storia ieri per la città: lo sparo dei mortaretti e alzabandiera dalla Torre civica di mattina ad aprire ufficialmente le Feste di settembre dedicate alla Madonna del Ponte e poi, nel pomeriggio, la 42esima rievocazione storica del Mastrogiurato. Tra il classico suono delle chiarine, il battere dei tamburi, combattimenti, sbandieratori e spettacoli, Lanciano ha fatto il suo viaggio nel tempo, fino al Medioevo, periodo in cui era regina delle fiere. Emozionato il Mastrogiurato, Giuseppe Romano Gargarella, 61 anni, giudice anche nella vita di tutti i giorni.
LA RIEVOCAZIONE
È il corteo del Mastrogiurato col suo ingresso alle 18 in una caldissima e affollata piazza Plebiscito a dare il via alla rievocazione storica. Il caldo ha reso più ardua la partecipazione di dame e armigeri in abiti di velluto e anche del pubblico che però ha riempito la città. Pubblico che ha applaudito le sudate esibizioni degli Sbandieratori e musici di Lanciano, del gruppo di tamburi “In nomine Anxa”, le leggiadre ballerine del gruppo Primavera di Visegrad, i combattimenti dei cavalieri di San Giorgio di Visegrad, città ungherese gemellata con Lanciano, fino alle bandiere dei tamburi e sbandieratori di Montecassiano e Colletorto. Alle 19.30 il momento clou, l’investitura fatta dal presidente dell’associazione Mario La Farciola. Sull’emozionato giudice vengono posti mantello di velluto rosso bordato di pelliccia, medaglione, cappello, abiti degni del rango nobiliare e consegnati lo spadino e le chiavi della città.
IL GIURAMENTO
«Nel nome del popolo di Lanciano e con i poteri a noi concessi dai decurioni di questa Università, noi mastrogiurato, davanti a Dio e a tutti voi: giuriamo che amministreremo la fiera di Lanciano e garantiremo la libertà di commercio con ferma autorità, con giuste sentenze ed ottimo discernimento. Faremo in modo che l’emporio dei frentani, secondo il costume degli antenati, accolga benignamente e generosamente le genti di ogni paese». Queste le parole pronunciate in latino – e tradotte poi al pubblico – da Gargarella, un testo ancora attuale che parla di accoglienza, apertura verso gli altri e che racchiude i compiti del magistrato istituito da re Carlo II D’Angiò nel 1304 per sorvegliare mercati e approvvigionamenti durante le fiere che duravano «un anno e tre dì», come recitava un adagio veneziano, amministrava la giustizia, la «pace di fiera», ed era l’unico che potesse girare armato e aveva le chiavi delle porte cittadine. E genti straniere presenti anche nel corteo che si è snodato lungo le vie del centro fino alla piana delle Fiere, il parco Villa delle Rose. Un corteo di oltre 700 figuranti di dame in abiti di velluto, damigelle, nobili dagli abiti preziosi, cavalieri e armigeri guidato dal rione Civitanova, seguito da Borgo, Sacca e Lancianovecchia. L’ordine dei quartieri è stato determinato con un’estrazione visto che è saltata la Tenzone di domenica scorsa in segno di cordoglio per la morte dei due giovani lancianesi Giorgia e Carlo. Poi le delegazioni della Confederazione europea giochi storici, della Federazione italiana, di tante altre città italiane e straniere con cui l’associazione ha stretto legami di amicizia e collaborazione.
FESTE DI SETTEMBRE
Ieri alle 12 c’è stato anche il tradizionale sparo di mortaretti e batterie, a cura della Pirotecnica Lanci e alzabandiera sulla Torre civica che hanno aperto ufficialmente le Feste di settembre dedicate alla Madonna del Ponte. Nasi all’insù per l’alzabandiera perché tradizione vuole che in base allo sventolio del vessillo di Lanciano si conoscerà il tempo che ci sarà nei giorni clou delle feste: la bandiera ha sventolato verso la montagna quindi il tempo sarà sereno.
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