Chiesa di Sant’Urbano, appalto per fine anno

19 Settembre 2024

BUCCHIANICO. I bucchianichesi potrebbero riavere aperta la chiesa di Sant’Urbano nel 2026, questo secondo le tempistiche emerse ieri durante la conferenza stampa dell’amministrazione comunale con il...

BUCCHIANICO. I bucchianichesi potrebbero riavere aperta la chiesa di Sant’Urbano nel 2026, questo secondo le tempistiche emerse ieri durante la conferenza stampa dell’amministrazione comunale con il sindaco Renzo Di Lizio, e a cui hanno partecipato l’architetto progettista dell’intervento, Marina Di Guida; il responsabile unico del procedimento (Rup), Angelo Ciannella, e l’architetto della Sovrintendenza, Aldo Pezzi. Tanti i cittadini che vi hanno preso parte per comprendere se e quando la chiesa sarà riaperta dopo il fulmine che, nel 2017, la colpì bruciando il quadro elettrico, costringendo alla sua chiusura anche i danni inflitti dai terremoti del 2009, e degli anni a seguire. Il progetto esecutivo sulla chiesa prevede interventi di consolidamento e restauro riguardanti sia la parte interna che esterna, della sua cripta e biblioteca.
«Sull’edificio, attentamente studiato con metodi tradizionali e innovativi, saranno utilizzati materiali naturali e di ultima generazione che andranno a integrare gli elementi strutturali, rispettando le caratteristiche architettoniche del borgo, anche nella sua visione dall’alto», ha spiegato l’architetto Di Guida. «Fra due settimane il progetto passerà al Segretariato dell’Abruzzo e, prima di essere dato in appalto, ci sarà una fase di verifica». «L’appalto è previsto per fine anno», precisa il Rup Ciannella, «i lavori dovrebbero durare un anno ma trattandosi di interventi su una struttura presente, dobbiamo essere cauti, nella previsione dei tempi di restituzione alla cittadinanza, perché potremmo incontrare degli imprevisti».
Anche a livello economico ci sono degli scogli da superare. Il finanziamento ottenuto si aggira sui 2 milioni, per realizzare tutti gli interventi in progetto si sfora di 300 mila euro (tenendo conto di imprevisti), più 150 mila sulla sicurezza. «Siamo all’opera per continuare a lavorare nel rispetto della bellezza del luogo di culto, la sicurezza, i tempi e i costi», hanno aggiunto gli esperti. (d.z.)