Chiesa San Francesco Tre milioni di euro, ma il cantiere è fermo

22 Gennaio 2024

L’ex assessore Di Felice ha scritto al ministro Sangiuliano: «È inaccettabile, da più di un anno attendiamo la risposta»

CHIETI. Dopo la cattedrale di San Giustino, è la seconda chiesa più grande della città ed è chiusa dal terremoto del 2009. San Francesco al Corso, nel cuore del centro storico, è chiusa dal quel famigerato 6 aprile: sono passati quasi 15 anni e, nonostante gli appelli dell’amministrazione comunale, della curia arcivescovile, dell’Ordine francescano secolare e del Comitato cittadino per la salvaguardia e rilancio di Chieti, nulla si muove. «È assurdo e inaccettabile», dice l’ex assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice, che sia da assessore, sia dopo, da privato cittadino, si è mosso per cercare di sbloccare la situazione.
«Abbiamo fatto molte riunioni», dice Di Felice, architetto e presidente del Rotary club Chieti, «sia quando l’appalto era in mano al Ministero dei beni culturali, sia dopo che è passato alla Sovrintendenza Archeologia. Ma nonostante i soldi siano stati stanziati, l’appalto non parte». Lo scorso 4 aprile, due giorni prima dell’anniversario del terremoto, Di Felice ha inviato una lettera al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano: due pagine con tanto di foto allegate per spiegare nel dettaglio la situazione e chiedere aiuto. «È passato quasi un anno e nessuno ha risposto», riferisce l’ex assessore con scoramento. «È la seconda più grande chiesa della città», si legge nella lettera, «gareggia con la cattedrale per dimensioni e storia ed è l’unica che presenta una grande cupola che si innalza sulla croce latina del suo impianto francescano, svettando sul centro storico cittadino». Di Felice ne traccia anche l’origine storica: «Avviata nella costruzione dai Frati Minori nel 1239, nel 1600 fu più volte restaurata e consolidata nell’abside per erigervi la grande cupola. Nel 1780 fu realizzato il magnifico pulpito ligneo che l’ha ulteriormente arricchita. La Chiesa appartiene al Fondo Edifici di Culto, organo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno a livello provinciale, amministrato dal Prefetto». Per il consolidamento dell’edificio ci sono 3 milioni di euro: «Nel 2015», riferisce l’architetto, «sono stati stanziati 2 milioni di euro per il suo consolidamento-restauro ai quali, nei 2021, si è aggiunto un ulteriore finanziamento di un milione di euro portando, dunque, a tre la somma per i lavori necessari». All’epoca tre milioni di euro sarebbero anche potuti bastare al consolidamento, ma adesso Di Felice non è sicuro che siano sufficienti, a causa del tempo che ha continuato a deteriorare la struttura, come si può vedere anche a occhio nudo passando lungo corso Marrucino.
Di Felice lo dice anche nella lettera al ministro: «Nel timore che le somme stanziate non siano più sufficienti alla riconsegna alla città di Chieti della splendida opera architettonica, vista la necessità della messa in sicurezza anche della cupola, la esorto a un incisivo intervento presso gli enti preposti, affinché non si perda ulteriore tempo prezioso e si possa procedere a quanto dovuto, auspicando altresì nella previsione di ulteriori finanziamenti».
Nel 2022 per la riapertura della chiesa c'era stata una petizione con 650 firme, sottoscritta anche dall'arcivescovo di Chieti Vasto Bruno Forte.
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