Chieti, assaltata la sede dei Testimoni di Geova

Spaccano finestre e porte per entrare nella notte nella Sala del Regno, ma le telecamere li hanno ripresi in volto
CHIETI. L’espressione sui loro volti è di incredulità. Quattro testimoni di Geova, due agenti della Volante e una Sala del Regno violata nella notte da una gang di ladri ripresa in azione dalla telecamere. Siamo in via della Pace, proprio sotto Colle Marcone, dove il luogo di culto accoglie oltre quattrocento aderenti, di Chieti alta e dello Scalo, alla fede per Geova. Tutti ormai informati del tentativo di furto sacrilego. E tutti ancora increduli perché è la prima volta che una Sala del Regno viene presa d’assalto dalla criminilità più odiosa, quella che ti entra nelle case per rubare soldi e affetti. Ma nella casa dei Testimoni di Geova di Chieti i ladri non hanno trovato neppure un euro. Chi li ha informati ha toppato. Ma la gang non si è arresa facilmente, ha controllato tutti gli ambienti.
Le ha provate tutte, nel cuore della notte, e in un luogo quasi isolato. La struttura moderna e ben tenuta, è di due piani, non collegati tra di loro. Sulla parete spicca l’acronimo “JW”. La banda ha prima forzato una finestra al piano terra dove la polizia scientifica, avvisata verso le 10 di ieri, ha rinvenuto segni d’effrazione e forse impronte. All’interno di questo primo locale, i ladri hanno aperto gli archivi del gruppo religioso che in Italia conta ben tremila comunità, e a Chieti quattro congregazioni, di cui una in lingua romena.
Dal mercoledì alla domenica, i Testimoni di Geova s’incontrano, nella sala di via della Pace, per tenere conferenze, celebrare matrimoni e funerali. Ogni congregazione ha i suoi capi, gli anziani del gruppo, coordinati da un’associazione, il cui presidente questa mattina si recherà in questura per sporgere denuncia contro ignoti. Anche se l’indagine è partita d’ufficio. Ma torniamo nel luogo di culto per salire al primo piano dove, l’altra notte, i ladri sono entrati grazie alla scala esterna di sicurezza e a una finestra in alluminio spalancata. Ma anche qui non hanno trovato soldi.
Potevano rubare i proiettori, ma non lo hanno fatto. Un grosso armadio all’ingresso ha le porta scorrevoli aperte, la sala con decine di sedie sembra essere intatta. Ma è al secondo piano della struttura religiosa, inaugurata cinque anni fa, che si registrano i danni. La porta d’ingresso della cucina-sala da pranzo è forzata in basso, con un piede di porco, e spaccata. Per terra c’è un tappeto di schegge di un vetro spesso e a prova di martello. Che si è frantumato in mille pezzi. Ma dall’inventario degli oggetti della foresteria non manca nulla. La polizia termina i rilievi alle 12, anche se c’è qualche difficoltà a recuperare le immagini riprese con le telecamere interne. Ma oggi saranno visibili e per la gang che ha assaltato il luogo di culto i giorni potrebbero essere contati.

