Chieti calcio retrocesso, la città ferita

10 Giugno 2020

Il sindaco: «Decisione ingiusta: la Figc faccia un passo indietro». E i tifosi puntano il dito contro la società per gli errori fatti

CHIETI. La retrocessione d’ufficio del Chieti calcio ferisce la città. Dal sindaco ai tifosi storici, tutti puntano il dito contro il consiglio federale della Figc che ha accolto le proposte della Lega Nazionale dilettanti (Lnd), confermando le promozioni delle prime dei nove gironi del campionato di serie D così come le quattro retrocessioni di ciascun raggruppamento in Eccellenza, il tutto tenendo conto delle classifiche cristallizzate al momento dello stop del campionato per l’emergenza coronavirus. Ma la tifoseria teatina critica pesantemente anche l’operato della società guidata dal patron Giulio Trevisan e dal presidente Antonio Mergiotti, penultima in classifica a otto giornate dalla fine. «Ho già parlato con Trevisan», dice il sindaco Umberto Di Primio, «perché quella della retrocessione a tavolino è una decisione illogica: l’augurio è che la Figc faccia un passo indietro e corregga il tiro, perché vanno ristabiliti i criteri di equità e giustizia. Ho sentito anche altri sindaci di città che hanno subito lo stesso ingiusto trattamento: siamo pronti a fare fronte comune. Siamo profondamente dispiaciuti, anche perché, allargando il discorso, è evidente come – anche quest’anno – il mondo dell’imprenditoria locale non abbia mostrato quell’attenzione che il Chieti calcio avrebbe meritato».
L’ex presidente Giustino Angeloni, tifoso storico e attuale patron della pallavolo teatina, aggiunge: «Questa retrocessione arriva da una serie sconfinata di errori commessi dalla società, a partire dalla scelta di non confermare Alessandro Lucarelli come allenatore. Anche se il campionato fosse continuato, sono certo che la squadra non sarebbe riuscita a salvarsi sul campo. Insomma: al di là della decisione della Figc, bisogna prendersela anzitutto con se stessi. Ora è fondamentale allestire una squadra all’altezza e puntare subito alla vittoria del prossimo campionato di Eccellenza». Secondo il consigliere comunale Emiliano Vitale, anche lui storico supporter neroverde, «bene ha fatto la società ad annunciare ricorso dopo una decisione sicuramente ingiusta. Al tempo stesso, però, non si può negare che la dirigenza si è mossa con ritardo, soprattutto nella campagna acquisti. Adesso bisogna sperare nel ripescaggio, non piangersi addosso e programmare la prossima stagione in anticipo».
L’avvocato Stefano Marchionno amplia il discorso: «Purtroppo anche questa, come tutte le altre notizie negative che hanno colpito la nostra città negli ultimi anni, è passata inosservata quasi se lo sport in generale, e il calcio in particolare, fossero completamente avulsi dal contesto cittadino. Indubbiamente, la crisi che sta attraversando la nostra città si riverbera anche nello sport: fa male assistere al disinteresse e all’inerzia della classe politica ed economica cittadina che pare girino la testa dall'altra parte, senza muovere un dito o proferire parola. Il tifoso neroverde è abituato a soffrire e, certamente, la fede e la passione non verranno scalfiti da questa ennesima brutta tegola, nella consapevolezza che il futuro della massima espressione del calcio cittadino possa essere roseo». Nel corso di questa stagione il Chieti è stato costretto a giocare le partite casalinghe lontano dall'Angelini, «addirittura anche elemosinando un campo per gli allenamenti infrasettimanali nei Comuni limitrofi, ma solo uno sprovveduto non riconoscerebbe i tanti errori compiuti dal Chieti calcio nella gestione sportiva di questa disgraziata annata. Tuttavia, ritengo che in questo momento non sia utile procedere con processi e accuse che nulla di positivo apporterebbero all'obiettivo fondamentale che tutti noi dovremmo avere, ossia mantenere la categoria. La nostra città ha tante criticità, alcune delle quali sicuramente più impellenti e importanti del futuro della nostra squadra di calcio. Ma è altrettanto vero», conclude Marchionno, «che uno scatto d’orgoglio e di senso di appartenenza potrebbe essere utile per scongiurare questa retrocessione decisa a tavolino». Ieri sono intervenuti anche Trevisan e Mergiotti: «Le decisioni assunte da Lnd e Figc dimostrano che ci sono persone che decidono e applicano regole che mortificano lo sport e i suoi valori. Riteniamo che, nonostante sia stata per tutti noi negativa e al di sotto delle aspettative, quest’annata doveva essere decisa dal campo e non nelle aule dei tribunali. Fino alla fine combatteremo per far rispettare il diritto sacrosanto di conservare la categoria. Ai tifosi e alla città vogliamo dimostrare che il miglior modo per chiedere scusa di quanto accaduto è ripartire immediatamente per progettare il futuro e per riportare il Chieti nelle categorie che merita».