Chieti celebra la Banda Palombaro

Anpi e tanti studenti cantano “Bella Ciao” per ricordare i dieci partigiani teatini fucilati dai nazisti a Bussi nel 1943
CHIETI. Il 14 dicembre 1943, come abbiamo riferito nell'edizione di ieri, dieci partigiani teatini della "Banda Palombaro"catturati in una casa che si trova vicino alla Chiesa del Sacro Cuore (Pietragrossa) a Chieti in seguito alla delazione di una spia repubblichina infiltrata nella Banda, sono stati fucilati dalle SS naziste a Bussi, in località "Colle della Parata". I martiri: Salvatore Cutelli, Menotti Guzzi, Marcello e Leonida Mucci, Vittorio Di Carlo, Giuseppe Viola, Eugenio Bruno, Domenico Cerritelli, Luigi Colazilli e Pietro Falco.
Per ricordare il 73esimo anniversario di questo brutale eccidio, uno dei tanti dell'eroica lotta di Liberazione nazionale dalla tirannide nazifascista, ieri mattina, a Bussi, si è svolta una commovente cerimonia con la partecipazione delle ultime classi delle scuole elementari e medie, una nutrita rappresentanza degli Alpini e Carabinieri in congedo, molti cittadini.
Grazie alla collaborazione tra la Sezione "Alfredo Grifone", m.o.v.m. dell'Anpi di Chieti (che ha partecipato con una delegazione del suo comitato direttivo guidata dal neo presidente Filippo Paziente, uno storico che ha dedicato molti anni alla ricerca di materiali utili per pubblicare libri capaci di trasmettere alle nuove generazioni i valori della Resistenza a Chieti e Provincia), l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Lagatta, le insegnanti delle scuole elementari e medie, il Corpo dei vigili urbani, la significativa cerimonia si è aperta con l'intervento del primo cittadino bussese che ha voluto rievocare, con commosse parole, lui nipote di una medaglia d'argento, le vicende che portarono alla fucilazione dei 10 partigiani teatini, ricordando anche che, in occasione del 25 aprile di ogni anno, un corteo di cittadini di tutte le età parte dalla piazza del Municipio in cui si trova il monumento dedicato ai tanti Martiri trucidati dalla follia nazista, per arrivare a Colle della Parata, dove si trova, immerso tra alberi secolari, il cippo dei fucilati. Il sindaco ha voluto anche ricordare, alla delegazione dell'Anpi, di aver voluto piantare, ogni anno, un albero lungo l'accidentato sentiero che porta al cippo, in onore dei caduti sotto il piombo nazista.
Successivamente, coordinati dal professor Paziente, tre alunni delle scuole elementari ed uno studente della terza media, hanno letto, emozionati ma determinati, una Memoria storica sui partigiani della "Banda Palombaro" e una commovente lettera scritta alla mamma, il 14 dicembre 1943, poco prima di essere fucilato, dal partigiano Vittorio Di Carlo nella quale, tra l'altro, scrisse: «Voi ben comprenderete che non sono affatto abbattuto poiché credo che il buon Dio ha voluto così e, certamente a fini di bene, sia fatta la sua volontà» e «chiedo perdono a tutti quelli che si possono sentire di essere stati offesi da me». Dopo la lettura e aver ascoltato l'Inno di Mameli e "Bella ciao", molti partecipanti si sono recati al cippo di Colle della Parata per collocare, dopo la deposizione della corona curata dall'amministrazione comunale al Monumento ai Caduti, un mazzo di garofani rossi.

