Chieti

Chieti, è il giorno del sindaco: alle 23 di ieri affluenza al 42,18%. Lo spoglio in diretta su Rete8

8 Giugno 2026

Urne aperte anche oggi dalle 7 alle 15. Affluenza in calo di quasi sei punti rispetto al primo turno. La città sceglie tra il candidato sindaco di centrosinistra Giovanni Legnini e quello di centrodestra Cristiano Sicari. 

CHIETI. Se è vero che al secondo turno delle amministrative l’affluenza è fisiologicamente più bassa, Chieti conferma la regola. Al termine della prima giornata di voto per scegliere il nuovo sindaco ha votato solo il 42,18%. Al primo turno di domenica 24 maggio nelle 54 sezioni teatine si era recato al seggio il 47,93%. Urne aperte anche questa mattina, dalle 7 alle 15. Poi parte lo spoglio che dirà chi tra il candidato sindaco di centrosinistra Giovanni Legnini e quello di centrodestra Cristiano Sicari sarà il successore del sindaco Diego Ferrara. Lo spoglio viene seguito in diretta anche questa volta su Rete8, con la trasmissione che parte già alle 14,30.

LA DOMENICA DEI CANDIDATI

Cristiano Sicari passa la prima giornata di voto sia a casa, con la moglie Maria Rosaria, sia con i candidati e il suo staff. Non mancano passeggiate in città, spesso con Mario Colantonio, ex candidato sindaco dell'altro pezzo di centrodestra che al primo turno ha corso da solo e che ora si è apparentato. Con Colantonio, che in caso di vittoria diventerà vicesindaco, la sintonia è ora diventata totale. In mattinata Sicari va a votare nella sezione di via delle Robinie e nel pomeriggio prende parte all’Infiorata, sempre fianco a fiaco a Colantonio. Presente all’Infiorata anche l'ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Legnini, che prende parte alla processione scortato dal presidente uscente del consiglio comunale Luigi Febo con la fascia tricolore addosso, vista l’assenza del sindaco Ferrara. Curiosamente Legnini e Sicari partecipano alla processione uno di fronte all’altro, separati però dal tappeto di fiori realizzato al centro di corso Marrucino. A debita distanza si fermano poi davanti al sagrato della Trinità, per la benedizione di monsignor Bruno Forte, solo che a un certo punto uno degli organizzatori dell'Infiorata chiede a Legnini di prendere posto più avanti insieme alle altre autorità. E lui segue le indicazioni dell’organizzatore. Per il candidato di centrosinistra la domenica di ballottaggio va via tranquilla tra la gente. Legnini trova anche il tempo per entrare in una libreria e acquistare un libro per la nipotina Nilde, figlia del figlio Enrico, magistrato a Foggia che per l’occasione è tornato in città. In quel libro c’è la storia di una bimba resiliente che, anche se il mondo va storto, trova il modo per costruirsi la sua strada. L’altro figlio Ivano, biologo molecolare, non è invece a Chieti. La moglie Anna Rita lo segue passo passo.

IL PRIMO TURNO

Due settimane fa il primo turno si era chiuso lunedì 25 maggio con un netto vantaggio per la coalizione progressista e civica. Legnini, sostenuto da sette liste (Pd, Avs, M5s, Sindaco Legnini, Polo civico, Chieti viva e Chieti per Chieti) aveva chiuso ottenendo il 47,2% delle preferenze, 12.426 voti. Sicari, appoggiato da quattro liste (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati e Chieti Progetto), si era fermato al 27,5%, 7.231 voti. In vista del secondo turno di ballottaggio, però, Sicari si è apparentato con Colantonio che, con le sue tre liste (Lega, Azione politica e Unione di centro), è arrivato terzo con il 16,6%, 4.384 voti, e con Alessandro Carbone, che con le sue quattro liste (Chieti sceglie, Chieti al centro, Liberali per Chieti e Chieti Scalo Noi) ha chiuso il primo turno con il 4,7%, 1.240 voti. Per Legnini, invece, nessun apparentamento, anche se c'è stato l'endorsement degli altri due candidati Giancarlo Cascini, che ha chiuso il primo turno con il 3,14% (826 voti), e Olinto Amoroso, che si è fermato allo 0,81% (212 voti). Conti alla mano, dovrebbero comunque essere i consensi del centrodestra quelli destinati ad aumentare al ballottaggio. Per il centrosinistra, invece, la sfida è riportare alle urne tutti quelli che hanno già votato due settimane fa.

AFFLUENZA IN CALO

C’è ora da capire quale dei due schieramenti sia stato maggiormente danneggiato dal calo di affluenza. La riduzione dei votanti tra primo e secondo turno si può comunque definire davvero fisiologica. Innanzitutto perché si sconta la mancanza del “traino” delle liste: al primo turno si vota anche per consiglieri e liste, quindi molti elettori partecipano per sostenere il proprio candidato locale. Al ballottaggio questo incentivo sparisce. Poi bisogna tenere conto della demotivazione a cui può andare incontro una quota di candidati che si vede definitivamente fuori dalla corsa al consiglio comunale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA