Chieti, esami a urologia solo a pagamento

Agenda delle prenotazioni chiusa , un paziente esasperato si rivolge al Tribunale del malato. L’Asl: "Va indicata l’urgenza"
CHIETI. Visite mediche impossibili da prenotare all’Urologia di Chieti, ma via libera con l’intramoenia, ossia con le prestazioni dei medici erogate a pagamento, al di fuori del normale orario di lavoro. È quanto segnala un paziente dell’ospedale teatino che, in preda allo sconforto, ha deciso di chiedere l’aiuto di Cittandinanzattiva e del suo segretario regionale, Aldo Cerulli. Il paziente doveva prenotare una visita urologica che ripete d’estate. Ma questa volta la semplice prenotazione gli è sembrata impresa impossibile. Ci aveva provato tre volte a luglio, poi il 2 agosto dal Cup gli hanno fatto sapere che al Chieti non c’è un calendario aperto. Di qui, demoralizzato, il paziente si è rivolto a Cittadinanzattiva.
«In effetti», dice Cerulli, «verificando on line esiste la possibilità di prenotare anche in altri ospedali o distretti sanitari dal 30 di agosto fino a novembre, ma a Chieti. Giustamente ci sono altre sedi. Però andando a spulciare sempre on line l’attività libera professionale si scopre che a Chieti l’agenda delle prenotazioni è chiusa ma l’attività a pagamento, la cosiddetta attività intramuraria, al Santissima Annunziata viene svolta regolarmente il martedì dalle 15 alle 18,30 e il mercoledì dalle 15 alle 18. A che serve tutto il lavoro che abbiamo fatto per dare una regola alle liste di attesa?» è la spazientita domanda di Cerulli. Le tariffe delel visite, variano da un minimo di 100 euro a un massimo di 148 euro.
Sul caso l’Azienda sanitaria ricorda innanzitutto che l’intramoenia è una possibilità messa a disposizione anche per venire incontro alle esigenze dell’utenza. Quanto alla lista d’attesa chiusa, capita, dicono alla Asl, che il calendario non venga rigenerato per qualche giorno e risulti chiuso, ma l’operazione viene fatta comunque con regolarità. Anche perché la Asl assicura sempre posti a disposizione per le urgenze. Se la prescrizione medica avesse avuto un’indicazione circa l’urgenza, il paziente avrebbe trovato posto a seconda del tipo di emergenza. Si va dalle 72 ore (massima urgenza), a 10 giorni, 30 giorni, per arrivare, infine, alle visite programmate ed è questo il caso in cui i tempi d’attesa possono allungarsi molto. E dunque, secondo la Asl, il problema è stato a monte, in una prescrizione senza classi di differenziazione.

