Chieti, giovane pestato a sangue con mazze da baseball

8 Maggio 2016

Ventiquattrenne teatino ricoverato con un’emorragia cerebrale e fratture alla testa: lo hanno colpito in dieci all’uscita del pub

CHIETI. In dieci circondano Federico M., 24 anni di Chieti Scalo. Lo bloccano per strada, lo riempiono di pugni e infine lo colpiscono senza pietà con mazze da baseball. Gli fratturano la testa, gli zigomi e la fronte, e gli causano una grave emorragia cerebrale.

E’ un’aggressione stile “Arancia Meccanica” all’uscita di un pub di via Pescara. Ma quando i carabinieri e la polizia si precipitano sul posto a sirene spiegate, non c’è più nessuno. Sono le 3,30 di ieri. Federico viene raccolto dal marciapiede da un amico e trasportato in auto al pronto soccorso del policlinico. Le sue condizioni appaiono subito gravi, ma il giovane non sembra essere in pericolo di vita. Viene ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Neurologia, sottoposto alla Tac e sedato. Ma non è escluso che i medici decidano di trasferirlo nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Pescara per farlo sottoporre a un intervento che riduca l’emorragia cerebrale.

Le indagini sono portate avanti dai carabinieri nel nucleo operativo dello Scalo che hanno subito informato il magistrato di turno, Giuseppe Falasca, e ascoltato, in qualità di testimoni, i titolari del pub “Il Baffo” di via Pescara, già in passato, nel 2013 e poi nel 2014, scenario di risse. Ma questa volta il giovane non si trovava nel locale e non si è trattato di una rissa.

Federico M. sarebbe rimasto vittima di una spedizione punitiva. Ma le indagini si stanno muovendo in un clima se non omertoso reticente. I carabinieri non si sbilanciano. Ieri alle 11,30 sono tornati al pub per poi ripercorre la strada che dal locale conduce a casa di Federico. A dare l’allarme, nel cuore della notte, è stato un cittadino che ha assistito alla scena violenta dal balcone di una delle decine di appartamenti che si affacciano su via Pescara, prima del Villaggio Celdit e quindi dell’Università D’Annunzio. Ma chi sono gli aggressori e per quale motivo hanno colpito il 24enne fratturandogli il cranio e mettendo a rischio la sua vita?

Si è parlato, ieri, prima di un gruppo di universitari, poi di pescaresi. Ma non ci sono per ora conferme anche perché a dirlo può essere solo il giovane aggredito che per ora non può parlare. E’ confermato invece il fatto che si tratti di una spedizione punitiva mirata, però, non contro il 24enne ma verso un suo amico, per un precedente episodio di violenza.

Federico M. non era l’obiettivo, sarebbe una vittima incolpevole di una vendetta che si è consumata nel cuore della notte mentre tornava a casa insieme con un altro giovane, lo stesso che lo ha soccorso portandolo in ospedale.