Chieti in attesa per il successore di Forte: favorito il cardinale Gambetti

1 Ottobre 2026

L’arciprete bolognese della basilica di San Pietro in Vaticano verso la nomina da parte di papa Leone. Arriverebbe da Roma nell’arcidiocesi Chieti-Vasto che potrebbe unirsi a quella di Lanciano-Ortona

CHIETI

Un cardinale guiderà l’arcidiocesi di Chieti-Vasto? Potrebbe essere Mauro Gambetti? Sono le domande che si susseguono in queste ore in cui cresce l’attesa per la comunicazione del successore di monsignor Bruno Forte alla guida dell’arcidiocesi.

Un’attesa che dura dal 1° agosto scorso, quando Forte ha terminato anche i due anni di proroga alla guida della Chiesa di Chieti-Vasto concessi da papa Francesco, e che si è fatta ancora più forte in questi giorni, soprattutto dopo le parole pronunciate dallo stesso vescovo martedì, a Vasto, in occasione della festa di San Michele Arcangelo. Durante l’omelia della messa ha detto: «Vorrei affidare all’intercessione dell’Arcangelo la polizia di Stato di cui è protettore e anche me stesso e colui che sarà il mio successore che verrà annunciato nei prossimi giorni avendo io terminato i due anni suppletivi che papa Francesco aveva voluto vivessi come vostro pastore».

I «prossimi giorni» potrebbero trasformarsi in ore. L’annuncio potrebbe arrivare a mezzogiorno di sabato, quando la Curia romana potrebbe comunicare il nome a Forte, che riunirebbe quindi il suo consiglio, e contestualmente al prescelto. Un nome che sceglie papa Leone XIV sulla base di una terna di candidati indicati dal Dicastero per i vescovi, dopo il percorso di consultazione riservata condotto dal nunzio apostolico tra sacerdoti, vescovi e laici della regione.

Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa vicina agli ambienti vaticani, il nome più accreditato sarebbe quello di Mauro Gambetti, frate minore conventuale, già custode del Sacro Convento di Assisi, cardinale e arciprete della basilica di San Pietro in Vaticano.

Gambetti sarebbe destinato a lasciare l’incarico a San Pietro, un passaggio che, insieme alla volontà da lui espressa di tornare ad una «dimensione più pastorale» e vicina alla gente, alimenta l’ ipotesi di un suo trasferimento a Chieti.

Originario di Castel San Pietro Terme (Bologna), Gambetti ha 60 anni. Dopo la laurea in ingegneria meccanica all’università di Bologna, nel settembre 1992 ha iniziato ufficialmente il suo cammino nell’ordine dei Frati Minori Conventali di cui, dopo l’anno di noviziato, ha professato la vita e la regola il 20 settembre 1998. Dopo il baccalaureato in teologia all’Istituto teologico di Assisi ha conseguito la licenza in antropologia teologica nella facoltà teologica dell’Italia centrale di Firenze.

È stato ordinato presbitero l’8 gennaio del 2000 a Longiano, poi cardinale da papa Francesco nel 2020 e dal 20 febbraio 2021 è vicario generale del Papa per la Città del Vaticano, arciprete della basilica di San Pietro e presidente della fabbrica di San Pietro.

Da Roma arriverebbe a Chieti che non è sede cardinalizia (questi sedi sono quelle di: Torino, Milano, Venezia, Genova Bologna, Firenze, Napoli e Palermo), ma arcidiocesi metropolitana, tra le più grandi del centro sud Italia con i suoi 2.539 chilometri quadrati, 310.487 residenti e 146 parrocchie. E potrebbe anche diventare più grande se dovesse inglobare anche l’arcidiocesi suffraganea di Lanciano-Ortona guidata da monsignor Emidio Cipollone con le sue 42 parrocchie.

Si parla da tempo di un accorpamento in formula in persona episcopi (nella persona del vescovo), cioè le due diocesi restano strutturalmente distinte ma affidate allo stesso vescovo, o cardinale. Una formula già adottata in altre realtà ecclesiastiche e che, in alcuni casi, ha posto non pochi problemi organizzativi e pastorali. Ad ogni modo, il primo passo resta quello di sapere chi riceverà il testimone da Forte, da 22 anni alla guida di Chieti-Vasto, che è pronto a ritirarsi in un convento a Napoli, sua città natale.