Chieti, in stato di agitazione i dipendenti del tribunale

17 Novembre 2015

I sindacati Cgil e Cisl hanno chiesto al prefetto di attivare le procedure di conciliazione: "Da 4 mesi senza ascensore e lavoratori costretti a respirare ancora le polveri dell'incendio"

CHIETI. Stato di agitazione del personale dipendente del Tribunale di Chieti: è stato dichiarato dalle organizzazioni sindacali Cgil Fp e Cisl Fp che hanno chiesto al Prefetto, Antonio Corona, di voler avviare le procedure di raffreddamento e conciliazione delle controversie collettive. Nell'assemblea dei lavoratori, svoltasi lo scorso 13 novembre, sono riemersi problemi e criticità, tra queste i lavori di ristrutturazione, che da circa tre anni interessano l'intero edificio in Piazza San Giustino e che costringono, scrivono i sindacati, a lavorare in condizioni precarie con accorpamenti tra uffici, affollamento nei locali, disagi per operatori ed utenti, polveri provenienti dal cantiere, fori ed interventi sui muri perimetrali dello stabile. I sindacati segnalano inoltre la mancanza di riscaldamento in diversi uffici, il continuo spostamento di materiale necessario ai lavori in corso, spesso appoggiato nei locali adibiti a luoghi di lavoro, il mancato funzionamento dell'ascensore da circa 4 mesi e l'assenza di una «reale e sostanziale bonifica» dopo l'incendio, il 14 settembre, nella cancelleria penale. «Ciò determina, da allora a oggi - concludono - l'esposizione continua dei dipendenti, durante le ore di lavoro, a polveri di non diagnosticata natura che derivano dalla combustione di carta, materiale plastico ed altro, tanto che alcuni, colti da malore, hanno fatto ricorso alle cure dei sanitari dell'ospedale e successivamente, su istanza individuale, sono stati esentati dal rimanere in tali condizioni».