Chieti, inchiesta bancarotta, Mattucci non risponde al giudice

4 Settembre 2015

Anche Capurri e Gentile si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Lunedì gli interrogatori delle cinque persone agli arresti domiciliari

CHIETI. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, questa mattina nel carcere di Pescara, tre degli otto arrestati nell'ambito dell'inchiesta "Viribus Unitis", che conta complessivamente 21 indagati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla bancarotta fraudolenta per distrazione, e di una serie di altri reati fiscali, societari e ambientali. Nell'ambito della stessa inchiesta, condotta dalla Procura di Chieti, è stato disposto il sequestro preventivo del Tortuga, noto locale della riviera pescarese, di altre 47 unità immobiliari e di 43 rapporti bancari.

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A scegliere la linea del silenzio, davanti al gip della procura teatina Antonella Redaelli e al pubblico ministero Marika Ponziani, sono stati Mauro Mattucci, 59 anni, noto imprenditore di Montesilvano (Pescara), Giuliano Capurri, 55 anni e Antonio Gentile, 59 anni, entrambi di Montesilvano. Tutti e tre sono assistiti per ora dallo stesso avvocato, Giancarlo Carlone. Lunedì saranno ascoltati gli altri cinque arrestati, che si trovano ai domiciliari, ovvero Marco Mattucci di 37 anni, Vincenzo Misso di 50, Nando Di Luca di 32, Carla Cameli di 58 e Valerie Laurence Lighezolo di 48 anni. Complessivamente sono due gli indagati, e i due commercialisti delle società di Mattucci sono stati interdetti dall'attività professionale.