Chieti onora Troilo: darà nome al Belvedere della villa comunale

14 Aprile 2016

Di Primio esaudisce il desiderio di Carlo, il figlio dell’eroe Ricorderemo la Brigata dal punto da cui si vede la Maiella

CHIETI. Dal “Belvedere Ettore Troilo” potremo ammirare la Maiella e immaginare il simbolo dei partigiani italiani che guidava quella Brigata d’eroi intitolata alla montagna madre d’Abruzzo. Il desiderio di Carlo Troilo è stato esaudito. La balconata dietro al museo della Villa sarà intitolata al papà Ettore Troilo. A comunicarlo ufficialmente è stato il sindaco Umberto Di Primio, proprio lui che per anni ha censurato la parola “partigiano” e che adesso onora la memoria di Troilo, e lo fa alla vigilia di un 25 aprile certamente più bello per Chieti. Eroe di Torricella Peligna, Troilo, morto a Roma nel 1974, è stato anche prefetto di Milano.

Durante la Resistenza fu l'animatore e il comandante di quella che diverrà nota come Brigata Maiella. Nominato prefetto di Milano dopo la Liberazione, rimane memorabile l'insurrezione guidata dal Partito Comunista il 28 novembre 1947 innescata dalla sua destituzione da parte del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi. E’ Troilo il padre della Brigata decorata di medaglia d'oro al valore militare alla bandiera, tra le pochissime formazioni partigiane aggregate all'esercito alleato dopo la liberazione dei territori d'origine, assieme alla 28ª Brigata Garibaldi "Mario Gordini" ed alla Divisione Modena-Armando, e - fra queste ultime ed anche rispetto alle unità del nuovo Esercito italiano - fu la formazione combattente con il più lungo e ampio ciclo operativo, risalendo la penisola sino alla liberazione delle Marche, dell'Emilia-Romagna e del Veneto.

Dal Belvedere Troilo la Maiella sembra un quadro. E la strada che conduce dal comandante si chiama via Guido Costanzi, sottotenente del corpo militare della Cri trucidato alle Fosse Ardeatine, il 24 marzo 1944, con altri 334 civili italiani. Chieti li mette accanto e li ricorda per sempre.