Chieti, pesce con i vermi a cena: in quattro all’ospedale

18 Novembre 2016

Due giovani coppie acquistano code di rospo in un supermercato e dopo averle cotte filmano col telefonino i parassiti molto simili all’Anisakis

CHIETI. Acquistano pesce fresco in un noto supermercato di Chieti. Lo cucinano per cena ma, mentre lo mangiano, uno di loro si accorge della presenza di vermetti. Prende il cellulare e li filma. Quindi, insieme con gli altri commensali, corre al pronto soccorso più per paura che per un malessere. E’ accaduto martedì notte. I protagonisti, due giovani coppie teatine, con età comprese fra i 20 ed i 30 anni, hanno innescato un’indagine dei carabinieri del Nas, dopo essersi fatte refertare prognosi non superiori ai due giorni per lo spavento. Nessuno dei quattro, infatti, presenta segni di intossicazione. Per questo motivo tuteliamo il nome del supermercato dove, ieri mattina, il Nas ha eseguito un’ispezione che ha dato esito negativo. Non c’è stato alcun sequestro probatorio.

I carabinieri del Nucleo antisofisticazione hanno poi acquisito sia il filmato che ritrae i vermi, molto simili al parassita chiamato Anisakis, sia un campione del pesce sospetto che hanno inviato all’Istituto Zooprofilattico Caporale per farlo analizzare. Si tratta di una coda di rospo della quale i quattro hanno anche consegnato lo scontrino che dimostra l’acquisto fatto al supermercato di Chieti. Ma prima di affermare che quel pesce non doveva essere venduto occorre attendere il risultato delle analisi.

Il Nas ha informato ieri sera il magistrato di turno, Giuseppe Falasca. Notizie sul parassita del pesce crudo si trovano facilmente su Internet.

Il sito “My best Life”, per esempio, spiega che «l’Anisakis simplex è un parassita che, se presente nel pesce di acqua salata crudo, può invadere l'intestino umano creando non pochi problemi. Si possono verificare due situazioni cliniche: la prima, conosciuta come patologia gastrointestinale, può essere senza sintomi o presentare vomito e diarrea. La seconda, classificata come reazione avversa al cibo, è caratterizzata da un ampio spettro di reazioni allergiche: rinite, congiuntivite ed anche anafilassi con possibile ipotensione e shock. Una volta infestato l'intestino, comunque, la terapia è solo chirurgica: per liberarsene bisogna togliere fisicamente le larve dalla parete dell’intestino. La surgelazione, a -20 per 24 ore o a -18 per 4 giorni, uccide il parassita ma non elimina il problema allergia di cui parla una ricerca dell'università di Bari. Lo stesso vale per la cottura».

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