Chieti, rubate auto e panchine al Villaggio Mediterraneo

21 Gennaio 2015

Ladri scatenati di notte allo Scalo. Il consigliere Di Paolo lancia l’allarme: qui non c’è sicurezza

CHIETI. È allarme allo Scalo per i tanti furti messi a segno nelle abitazioni, nelle chiese e persino nei cortili dei condomini. Lunedì notte altro raid al Villaggio Mediterraneo dove i ladri si sono portati via due auto e persino le panchine utilizzate, nella bella stagione, dagli inquilini del palazzo. Il colpo e le modalità con le quali è stato eseguito hanno messo in agitazione l’intero quartiere. I ladri, sempre più incuranti delle possibili conseguenze, hanno violato il cancello elettronico di una palazzina di via Papa Giovanni Paolo II e, una volta entrati, hanno ripulito il piazzale. «Si sono portati via due auto» racconta il consigliere comunale del Gruppo misto Marco Di Paolo, che abita nella palazzina assaltata dai malviventi «la Golf di un docente universitario della d’Annunzio e la Citroen di uno studente universitario pugliese. Il colpo è stato messo a segno durante la notte e nessuno si è accorto di nulla». Il cancello è stato aperto senza alcuna forzatura come se i ladri fossero in possesso del telecomando.

«L’aspetto della vicenda che lascia più perplessi è il furto delle panchine. Evidentemente» riferisce Di Paolo «si tratta di persone disperate che fanno piazza pulita di tutte quelle cose che possono poi essere rivendute nei mercati clandestini». Le panchine rubate sono di legno e ghisa, materiali facilmente piazzabili. Nelle palazzine di via Papa Giovanni Paolo II abitano soprattutto studenti universitari e le ragazze hanno paura. «I furti in casa non si contano, ora si rubano oltre alle auto anche gli arredi dei condomini» aggiunge Di Paolo che si fa portavoce dei disagi dei residenti.

«La sicurezza al Villaggio Mediterraneo è un problema che il Comune deve affrontare» sostiene Di Paolo «non è la prima volta che mi faccio portavoce dei disagi e delle paure degli abitanti. Le ragazze cominciano ad avere paura di uscire di casa quando si fa buio». In alcune zone il Villaggio è poco illuminato, ma il problema più pressante è il tratto di strada che da via Papa Giovanni Paolo II conduce al percorso vita del campus universitario.

«Una strada sterrata, senza illuminazione» spiega Di Paolo «dove c’è un casolare cadente abitato abusivamente da barboni stranieri». Passare di lì la sera è un rischio che più nessuno vuole correre anche perché, spesso, i passanti vengono spaventati dai cani che vivono con i barboni». Gli universitari chiedono a gran voce maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine al Villaggio Mediterraneo e soprattutto di identificare chi abita in quella catapecchia a metà strada tra il quartiere e la d’Annunzio. Inoltre quella strada va illuminata in modo adeguato. «Non è giusto che, soprattutto le ragazze, per motivi di sicurezza, debbano restare confinate a casa per paura di fare brutti incontri» riprende Di Paolo che, alla luce dei nuovi fatti tornerà all’attacco. «Andrò in Comune e chiederò al sindaco Di Primio di farsi carico di un problema sottovalutato. La sicurezza dei cittadini deve essere una priorità».

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