Chieti, siamo entrati nella discarica in fiamme

Ecco le immagini girate alle 3 di notte e poi la mattina, dopo l'intervento dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale, con i tecnici alla ricerca di diossina e altri veleni
CHIETI. Siamo entrati nella nostra Terra dei Fuochi, tra tonnellate di rifiuti pericolosi che ardono mentre una colonna enorme di fumo nero e denso si alza vero il cielo buio. A tre metri dalle fiamme, senza mascherina e rischiando, abbiamo voluto documentare l'incendio doloso della mega discarica abusiva alle porte di Chieti.
Sono le tre della notte tra sabato e domenica. La stradina in salita, lunga trecento metri, che porta alla discarica sembra l'ingresso dell'inferno. Eccole le ecoballe avvolte dalle fiamme, dal fumo e dall'odore acre di diossina. Gli occhi bruciano, mentre il cellulare documenta il rogo che ha distrutto non solo i rifiuti ma anche i documenti mai sequestrati e custoditi in un gabbiotto che ora è esploso. Documenti che parlano di collegamenti con Acerra nel Napoletano. Sul posto, tra i primi ad arrivare, dopo i vigili del fuoco, ci sono il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio e il consigliere dell'M5S Ottavio Argenio, anche loro sono senza mascherine ma vogliono rendersi conto della devastazione che si sta consumando sulla collina tra Colle Marcone di Chieti e Bucchianico. Cinque ore dopo siamo tornati sul posto. Le fiamme non ci sono più, ma tutto è avvolto dal fumo. Questa volta indossiamo della mascherine e incontriamo i vigili del fuoco e gli uomini della Forestale che stanno rilevando con speciali attrezzature i veleni, come la diossina, il benzene, lo xilolo e il toluone, che l'incendio ha prodotto e sta diffondendo nell'aria della nostra Terra dei Fuochi.
Lorenzo Colantonio
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