Chieti Solidale in crisi Primo maggio senza soldi

Di Primio incontra i dipendenti e annuncia: i pagamenti arriveranno a breve Congelata la fusione con Teateservizi. I sindacati: il piano industriale è un mistero
CHIETI. Primo maggio senza soldi per gli oltre 200 lavoratori di Chieti Solidale, anche se gli stipendi sono stati accreditati in banca, ora bisogna attendere solo i tempi tecnici di erogazione ai dipendenti. È quanto ha riferito alle organizzazioni sindacali il sindaco Umberto Di Primio nell’incontro di ieri mattina convocato per la presentazione del piano industriale di Chieti Solidale. Piano industriale che, però, non si è visto. Il sindaco, spalleggiato dall’assessore alle finanze Valentina Luise, lo ha esposto per sommi capi, rimandando l’appuntamento a dopo che il piano sarà presentato in commissione. Sindacati a bocca asciutta, dunque, sempre più preoccupati per una trasformazione da azienda pubblica in società a responsabilità limitata della Chieti Solidale.
Pur senza le carte in mano, comunque, sono emerse, almeno a stare alle parole del sindaco alcune novità. La fusione della Chieti Solidale con Teateservizi per il momento sembra accantonata. La trasformazione della Chieti Solidale era stata voluta proprio per permettere la successiva fusione, ma su questo punto ora Di Primio e la Luise frenano. Altra novità è la volontà di aprire una farmacia comunale a Megalò e di realizzare una struttura che possa fungere da magazzino per i farmaci di tutte le farmacie del territorio. Progetto, quest’ultimo, che permettere di incrementare di tre unità l’attuale forza lavoro. Per la quale il sindaco ha ribadito che non cambierà nulla: nel senso che tutti i dipendenti manterranno il loro posto di lavoro allo stesso contratto. Il sindaco, infine, ha assicurato che l’azienda è in salute e che la necessità di vendere una farmacia serve solo a reperire liquidità.
«Certo è che senza piano industriale non possiamo esprimerci», dice Smeraldo Ricciuti della Confsal, «la conversione della Chieti Solidale da azienda pubblica in srl pone molti dubbi. Il sindaco si è impegnato a non toccare i posti di lavoro, ma è tutto da vedere. Il fatto è che le amministrazioni passano, mentre i dipendenti restano. Al momento, mi sembra che il salto che questa amministrazione vuole far fare alla Chieti Solidale sia senza dubbio nel buio».
Scettico anche Silvio Di Primio della Usb. «Non credo che nella trasformazione di Chieti Solidale da azienda in srl si ricaverebbe tutto questo vantaggio in termini economici di cui parla il sindaco», dice il sindacalista, «perché il massimo che la nuova srl può ricavare da altri committenti che non siano il Comune è il 15% del bilancio complessivo. Possiamo farci un’idea di come potrebbe funzionare la nuova srl Chieti Solidale guardando come funziona Teateservizi, che è nata come srl, che purtroppo abbiamo visto come non sia riuscita mai a sviluppare tutte le attività che in teoria avrebbe potuto fare. Per quale motivo dovremmo credere che la Chieti Solidale, una volta trasformata in srl, potrebbe andare meglio?»
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