Chieti solidale riassume la figlia della direttrice

8 Maggio 2013

L’azienda multiservizi chiede il parere di un avvocato: riprendete la lavoratrice perché ha maturato un diritto che può far valere davanti al giudice

CHIETI. Il consiglio d’amministrazione della Chieti solidale, l’azienda speciale multiservizi che gestisce le farmacie comunali ed eroga per conto del Comune i servizi sociali in città, riassume con un contratto a tempo indeterminato la figlia della direttrice della società, Giuseppina Pennetta, dopo il parere espresso da un legale, esperto in diritto del lavoro. Alessandro Marzoli, consigliere comunale del Pd, tuona. «Questa vicenda evidenzia, se mai ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia pasticciona questa giunta. Il cda della Chieti solidale», tuona Marzoli, «è stato nominato dal sindaco». Che è sembrato seccato da quanto accaduto. «La nuova assunzione della farmacista era necessaria alla luce del parere legale ricevuto dall’azienda. Al tempo stesso», dice Di Primio, «stigmatizzo il comportamento di chi dirige la società che, ricordo, è a totale capitale pubblico. Doveva accorgersi che si stava facendo maturare un diritto ad un proprio dipendente».

Questo perché la figlia della Pennetta è stata assunta a tempo indeterminato a fine dicembre a margine di una contestata riunione del cda della Chieti solidale. Non è stato bandito nessun concorso pubblico e l’assunzione è passata nel silenzio fino all’iniziativa a firma del consigliere Alessandro Giardinelli. Il capogruppo dell’Udc ha presentato un ordine del giorno per chiedere l’annullamento della delibera licenziata dalla Chieti solidale propedeutica all’assunzione della figlia della direttrice Pennetta. Il consiglio comunale ha approvato a larga maggioranza il documento con gli atti del consiglio che sono stati inviati alla Procura e alla Corte dei conti dal segretario comunale Maurizio Di Michele. Nel frattempo il cda della Chieti solidale, finito nell’occhio del ciclone, aveva revocato, con riserva, l’assunzione della figlia della Pennetta. Nei giorni scorsi, però, è arrivato un nuovo colpo di scena che sa tanto di film già visto e di magagne tipiche del bel Paese. Un legale esperto di diritto del lavoro ha chiaramente detto ai vertici della Chieti solidale che l’assunzione della figlia della Pennetta poteva essere ratifica con le procedure scelte dal cda dell’azienda. Inoltre, come se non bastasse, l’assunzione ha fatto maturare un diritto che la dipendente avrebbe potuto rivendicare in sede legale da un momento all’altro con la società sicura soccombente. Da qui la decisione di riassumere la farmacista dopo la repentina convocazione di una riunione del cda della Chieti solidale. Il Comune sta a guardare in attesa di nuove proteste.

Jari Orsini

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