Chieti solidale senza vertici Pd: servizi sociali a rischio?

Commissario e direttore facente funzioni dell’azienda speciale si dimettono L’Anffas non firma la convenzione perché i contributi sono stati dimezzati
CHIETI. Le dimissioni in blocco, protocollate mercoledì, del commissario Dino Ricciuti e del direttore facente funzioni, Rosanna Serano. Così piomba il caos tra i vertici dell’azienda speciale multiservizi Chieti solidale e il Pd attacca.
«Vorremmo sapere cosa sta accadendo all’interno di Chieti solidale e se dal primo settembre», afferma Alessandro Marzoli, «verranno garantiti, o meno, i servizi assistenziali alle persone in difficoltà».
Ribatte al pepe il sindaco Umberto Di Primio che annuncia un nuovo corso per le società partecipate Teate servizi e, appunto, Chieti solidale. «Capisco la premura del Pd di difendere gente che ha sistemato nell’azienda ma voglio rassicurare i tutori politici e soprattutto i dipendenti», risponde il sindaco, «che non c’è nulla da temere in tal senso. Il problema non è la conservazione dei posti di lavoro ma il cambio di passo che si rende necessario: il Comune non può più essere un erogatore di fondi per servizi inadeguati. Basta con il pressappochismo».
Eppure i conti non tornano e, a detta di Marzoli, spalleggiato ieri mattina dal capogruppo comunale del partito democratico Chiara Zappalorto e da Caterina Giorgietti, potrebbero essere a rischio, dal primo settembre, i servizi assistenziali garantiti da Chieti solidale.
Una perplessità dovuta al fatto che, sempre nella giornata di mercoledì, sia il commissario che il direttore facente funzioni dell’azienda, entrambi uscenti, hanno comunicato al primo cittadino, all’assessore agli affari finanziari Valentina Luise, alla collega delegata alle politiche sociali, Emilia De Matteo, e al dirigente e funzionario del settore servizi sociali, come l’Anffas, a decorrere dal primo settembre, non curerà più i servizi “Centro diurno per disabili” e “Centro emergenza accoglienza”.
Questo perché la Onlus della presidente Gabriella Casalvieri non ha sottoscritto la convenzione proposta da Chieti solidale in quanto venivano decurtati ulteriori finanziamenti per i due servizi.
«Non vogliamo creare allarmismo ma sul sociale non si scherza. Il sindaco», riprende Marzoli, «trovi le soluzioni del caso perché parliamo di servizi basilari per la collettività».
Il primo cittadino annuncia che chiederà ai nuovi vertici della Chieti solidale, che verranno nominati la prossima settimana, di individuare in fretta un nuovo direttore, di predisporre un piano di attività che guardi oltre il contributo comunale e di avviare «quella indispensabile revisione dei contratti per dare più garanzie ai lavoratori».
Sulle dimissioni del commissario e del direttore, Di Primio aggiunge.
«Il primo non poteva più conciliare il servizio reso gratuitamente alla città con i suoi impegni personali. Tuttavia», aggiunge, «lo ringrazio per quello che ha fatto. Sul direttore, invece, la buona educazione avrebbe richiesto almeno una telefonata».
Jari Orsini
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