Chieti, sul sito i soldi elargiti al personale: imputazione coatta per il dg della D'Annunzio

28 Aprile 2016

Respinta la richiesta di archiviazione per Del Vecchio, il giudice rimanda alla procura il fascicolo indicando i reati: nessuna operazione trasparenza, ma violazione della privacy e diffamazione

CHIETI. Il gip del Tribunale di Chieti, Antonella Redaelli, ha disposto la formulazione dell'imputazione coatta, per i reati di diffamazione e violazione della privacy, nei confronti del direttore generale dell'università d'Annunzio di Chieti-Pescara Filippo Del Vecchio. Il giudice ha adottato il provvedimento pronunciandosi sull'opposizione alla richiesta di archiviazione proposta da una quarantina di impiegati dell'ateneo, che avevano presentato querela nei confronti del direttore generale. Le querele nei mesi scorsi avevano portato all'apertura di un'indagine da parte della Procura della Repubblica di Chieti, conclusasi con la richiesta di archiviazione. Al centro della vicenda, la diffusione attraverso email a tutto il personale dell'ateneo, da parte di Del Vecchio, di un documento denominato "analisi utilizzo fondo accessorio 2001-2013". Il documento, pubblicato anche sul sito istituzionale della d'Annunzio, conteneva i nomi di oltre un centinaio di dipendenti e le somme accessorie ricevute da ciascuno di loro. Secondo Del Vecchio si sarebbe trattato di benefici, elargiti sotto la precedente gestione amministrativa, non previsti da leggi o contratti. Secondo il giudice la diffusione del documento, in violazione delle norme sulla privacy, ha tratteggiato l'immagine di un personale legato ad un sistema di malaffare. Quindi non un'operazione trasparenza, come auspicato per tutte le amministrazioni pubbliche, ma una diffamazione. Il provvedimento del giudice indica in 10 giorni il termine per formulare l'imputazione a carico di Del Vecchio.