Chirurgia vascolare, via i malati da Chieti
Spunta la circolare della Asl che li dirotta a Pescara: qui manca il personale notturno e nei festivi
CHIETI. In questi ultimi giorni è giunta una circolare della Asl di Chieti nei vari pronto soccorsi degli ospedali della provincia e di conseguenza alla centrale operativa del 118 di Chieti nella quale si legge che i pazienti da ricoverare nel reparto di Chirurgia vascolare del Santissima Annunziata devono essere dirottati all’ospedale Spirito Santo di Pescara. Il provvedimento, per ora, riguarda le ore notturne, le domeniche e i giorni festivi.
Il motivo di tale decisione presa dalla direzione dell’azienda sanitaria teatina è dovuto al fatto che nel reparto diretto dal dottor Francesco Magnacca, manca il personale sia per quanto riguarda i medici che gli infermieri. Così come strutturata l’equipe può provvedere solo all’ordinario lavoro della settimana e non può garantire le reperibilità.
La circolare è arrivata negli ospedali di Lanciano, Vasto e naturalmente Chieti e consegnata agli operatori del 118 che una volta alle prese con un paziente che ha bisogno di una operazione di rivascolarizzazione devono direttamente trasportare il malato a Pescara. Sarà invece affidata alla decisione obbligata dei medici dei vari pronto soccorsi degli ospedali se il paziente dovesse arrivare con altri mezzi negli altri ospedali ma soprattutto al policlinico di Chieti. La decisione ha suscitato perplessità tra gli operatori anche in ragione dell’urgenza del caso. Se il malato arriva a Chieti come potrà il medico di turno al pronto soccorso decidere per il suo dirottamento a Pescara se il fattore tempo dovesse essere fondamentale per la sua salvezza? Molti hanno mosso perplessità anche sulla legittimità di tale dirottamento che naturalmente non fa altro che produrre una mobilità passiva ai danni dell’ospedale clinicizzato.
Il dipartimento di chirurgia vascolare del policlinico di Chieti è un reparto molto qualificato che ha sempre avuto una attività intensa soprattutto per le professionalità che vi lavorano. Un altro tassello al depauperamento del Santissima Annunziata?

