Chiude bar in centro dopo 22 anni «Covid e bollette, non resistiamo»

La famiglia Toto abbassa le saracinesche del Gran Caffè Arniense: «Impossibile andare avanti così» Lettera ai clienti appesa alla vetrina: «Milioni di sorrisi, non vi dimenticheremo. Costretti a lasciare»
CHIETI. La famiglia Toto si arrende. Lo storico Gran Caffè Arniense chiude i battenti dopo quasi 22 anni di gestione dei Toto e altri 40 anni della precedente gestione. Patrizia e Valerio Toto da ieri hanno abbassato per sempre la saracinesca del bar. Piano Sant’Angelo perde un punto di riferimento di tante generazioni. Attaccata alla vetrina c’è una lettera scritta per prendere commiato da quella clientela diventata come una grande famiglia allargata: «Che amarezza, non c’è un modo simpatico per dirlo», c’è scritto, «22 anni, centinaia di migliaia di caffè e altrettanti mignon. Quintali di gelati, milioni di buongiorno e di sorrisi». Clienti che non si dimenticano, persone viste crescere: «Tanti non sono più tra noi, tanti una volta entravano per mano con la loro mamma e ora si fanno i Campari. Noi sicuramente conserviamo il ricordo di ognuno. Eh sì, perché quando si dedicano così tanto tempo ed energie agli altri, questi altri diventano parte integrante della tua vita e della tua famiglia».
Mercoledì sera, l’ultima sera di lavoro, al bar si sono ritrovati i clienti più affezionati. Piazza Matteotti già sette mesi fa aveva visto chiudere un altro bar, il caffè Matteotti, ora già completamente smantellato. «Il problema è che la città è in declino da una decina d’anni», dice Valerio Toto, «uffici e negozi che chiudono, la caserma Berardi svuotata, l’ospedale trasferito e i giovani che sembravano spariti dal centro cittadino. E poi gli ultimi anni di Covid e il rincaro delle bollette hanno dato la mazzata finale a quella che era già una situazione difficile non solo per noi. Il Covid ci ha creato davvero tanti problemi: ricordo il periodo dei caffè serviti fuori oppure quello del controllo del Green pass. Senza contare la paura dei clienti di tornare in un bar. E la crisi di tanti che, proprio per la pandemia, hanno perso il lavoro». E quando la situazione stava migliorando dal punto di vista sanitario, sono arrivati i rincari di energia e materie prime, con i bar costretti ad aumentare anche il costo del caffè che dopo tanti anni fermo a un euro, negli ultimi mesi è salito fino a 1 euro e 20 centesimi. Al Gran Caffè Arniense il costo era cresciuto a 1 euro e 10 centesimi. Il proprietario aveva cercato di vendere l’attività: «Fino a sette anni fa arrivava anche qualche proposta», dice, «ma poi non si è visto più nessuno interessato. Arrivati a questo punto, sebbene a malincuore, siamo stati costretti a chiudere per limitare i danni. La città deve risollevarsi e, a mio avviso, può farlo solo puntando sul turismo e sulle sue tante risorse. Che però devo essere fruibili per chi arriva».

