Chiude Brico Io, a gennaio dieci dipendenti a casa

22 Novembre 2018

Stop alle attività al Megalò: proposta al personale la ricollocazione fuori regione Il sindacato apre le trattative, la Uil: «I lavoratori devono restare in Abruzzo»

CHIETI. Tra gli scaffali si notano già i bancali con merce impacchettata che sta per andare via. Il negozio Brico Io, al centro commerciale Megalò, chiude i battenti dal prossimo primo gennaio. Via tutti i 10 dipendenti. Per chi non vuole essere licenziato, l’offerta è il trasferimento in altri punti vendita del gruppo, che nasce come una costola di Coop Lombardia. La notizia è arrivata come un brutto scherzo di halloween lo scorso 31 ottobre. E le notizie circa le sedi a disposizione dove spostarsi sono state ancora meno confortanti. La prima offerta fatta dall’azienda è stata infatti quella di trasferire tutti a Milano, oppure è stato offerto qualche singolo posto in negozi fuori regione, alcuni dei quali in posti sperduti ai confini della penisola. Sul trasferimento, però, si sta trattando a livello sindacale. In campo è scesa la Uil con Mario Miccoli ed Ernesto Magnifico, che stanno cercando di capire come mai non si possa trasferire i dipendenti nelle altre sedi abruzzesi del colosso del fai da te. Il gruppo, infatti, gestisce altri punti vendita in regione e ha anche diversi altri negozi affiliati. «Attraverso diversi incontri con la proprietà», spiega Magnifico, «siamo riusciti a far inserire tra le sedi anche il negozio a gestione indiretta di Ortona, ma si tratta di pochissime unità da poter eventualmente reinserire. Il problema resta per tutti gli altri. Per chi non ha intenzione di trasferirsi in altre regioni, abbiamo anche opzionato il diritto di precedenza su eventuali riassunzioni fatte su nuove aperture, come ad esempio, quella che era prevista nel parco commerciale Mirò, che sta sorgendo ai margini di Megalò. Anche se, in quel caso, ci sono problemi di autorizzazioni su cui si attendono pronunciamenti della magistratura».
Intanto fra i dipendenti c’è sgomento. Nessuno immaginava di dover andare via - tra l’altro non è stato proposto loro neanche un incentivo al trasferimento - anche perché il negozio ha un contratto con il centro commerciale Megalò che scade nel 2020. Tutti, dunque, immaginavano altri due anni di tranquillità e invece pare il centro commerciale abbia richiesto indietro i locali e l’azienda, anziché opporsi, ha trovato un accordo decidendo di sloggiare subito. Dipendenti e sindacati vogliono vederci chiaro: tutta l’operazione è sembrata viziata da una fretta sospetta.
Da notizie non ufficiali sembra che al posto di Brico Io, utilizzando anche spazi della superficie del vicino negozio di Mediaworld, verranno ricavate altre superfici commerciali da mettere a disposizione.
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