Cimitero in abbandono: ignorate 190 firme

10 Novembre 2016

Ortona, proteste per le condizioni del camposanto di Villa Caldari: «Dal Comune nessuna risposta»

ORTONA. Centonovanta firme contro il degrado del cimitero di Villa Caldari di Ortona. I cittadini chiedono anche telecamere per contrastare i furti dei canali di scolo dell’acqua piovana in rame. Scalini spezzati, muri delle cappelle scrostati e ammuffiti, ringhiere arrugginite, fontanelle improvvisate tenute in piedi da tubi di plastica legati col nastro adesivo, tombini che fuoriescono dal manto di ghiaia e diventano trappole per chi ci mi mette i piedi sopra, erbacce che crescono incontrollate. La petizione, promossa da Cristina Dragani, commercialista e Manuela Tavani, avvocato, è stata inviata nel novembre 2015 al sindaco Vincenzo D’Ottavio e ai responsabili dei Servizi cimiteriali del Comune. «Ma a distanza di un anno, la raccolta di firme giace ancora su qualche scrivania del Comune, completamente ignorata», fa il punto Cristina Dragani, «abbiamo sollecitato più volte, ma nessuno ci ascolta. Il cimitero versa in uno stato di abbandono da decenni e non riusciamo a smuovere gli amministratori in nessun modo. Dieci anni fa un’anziana signora è caduta e si è rotta i polsi. Sono soprattutto gli anziani, spesso non accompagnati, a fare le spese di un degrado senza fine: i vialetti di ghiaia hanno la pavimentazione sconnessa, le scalinate sono fatiscenti e spesso prive di ringhiere. Quelle che ci sono, totalmente arrugginite. Il sistema di distribuzione dell’acqua, che serve per riempire i vasi per il cambio dei fiori o per pulire le tombe, si compone di due tubi di plastica attaccati con il nastro adesivo, gli scalini sono spezzati in più punti, i passamani sono legati da fili di ferro e dai muri si staccano pezzi di intonaci che giacciono abbandonati sull’asfalto».

Dragani lancia l’allarme anche sui «furti ripetuti dei canali di scolo in rame, io stessa ho dovuto cambiarli più di una volta nella cappella di famiglia». Per questa ragione, i cittadini chiedono «che vengano installate le telecamere» all’interno dell’area cimiteriale riservata agli utenti del circondario, oltre che di Villa Caldari anche di Villa Rogatti, Villa Iubatti e Villa San Leonardo.

Dragani e Tavani, che hanno raccolto 190 firme «in soli cinque giorni girando di casa in casa, da una frazione all’altra», propongono anche il restauro architettonico di «una graziosa e antica cappelletta» che si trova all’interno delle due aree del camposanto, realizzate negli anni, in tempi diversi. L’appello delle due professioniste di Ortona è di «fare presto perché il cimitero cade a pezzi ed è molto pericoloso per i cittadini».

Cinzia Cordesco

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