Cinghiale di 160 chili ucciso dall’urto con una macchina

PIZZOFERRATO. Fa paura solo a vederlo così disteso ai bordi della strada in contrada l’Abruzzese: 160 chili di peso, sei anni di vita, femmina. L’ispezione cadaverica, effettuata dal veterinario...
PIZZOFERRATO. Fa paura solo a vederlo così disteso ai bordi della strada in contrada l’Abruzzese: 160 chili di peso, sei anni di vita, femmina. L’ispezione cadaverica, effettuata dal veterinario della Asl Antonio De Luca, ha confermato che per il cinghiale la morte è sopraggiunta in seguito all’urto con un’auto. Sulla carreggiata non ci sono tracce di frenata o frammenti di carrozzeria. La carcassa è stata sotterrata a spese del Comune. «Visti i tragici precedenti, è stata una fortuna che nessuno si sia fatto male», dice il sindaco Palmerino Fagnilli, «conviviamo con i cinghiali che sono diventati un vero pericolo, si portano fin dentro il paese, rovistano tra i rifiuti e pascolano. Da noi ci sono colture di rinomate patate e questi animali creano non pochi danni».
Per arginare il problema della presenza di animali selvatici, lo scorso anno la giunta comunale ha istituito i cosiddetti campi liberi, appezzamenti di colture dette a perdere, realizzati dentro il Parco nazionale della Majella e ai margini dei boschi. Si tratta di un progetto sperimentale. I campi liberi sono localizzati in località Le Salde, si estendono per tre ettari, sono divisi in particelle e vige il sistema colturale della rotazione: un anno si seminano, per esempio, patate, un altro lenticchie o grano e così via. Di anno in anno alcuni appezzamenti saranno destinati agli animali selvatici e altri per le esigenze del Comune. Lo scopo è che gli animali selvatici, trovando da mangiare in prossimità del loro habitat naturale, non si spingano a valle in cerca di cibo. Si susseguono, intanto, gli avvistamenti di cinghiali. Come, ad esempio, nel parcheggio di Brico, nell’areadel centro commerciale Polycenter a Rocca San Giovanni, vicino al casello dell’A14. (m.d.n.)
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