Cinghiali in riserva: parte la caccia selettiva

Dall’ordinanza del sindaco il via libera dal 1° febbraio per ridurre il numero di ungulati a Punta Aderci
VASTO. Dalle gabbie alle doppiette passando per i recinti “Pig Brig”. Si ricomincia a sparare ai cinghiali nella riserva naturale di Punta Aderci. Le doppiette entreranno in funzione dal 1 febbraio e fino al 31 marzo, nei giorni di lunedì, martedì e venerdì di ogni settimana, secondo la disponibilità dei selecacciatori volontari individuati dalla Polizia Provinciale di Chieti, con inizio alle ore 17 e fino alle ore 8 del giorno seguente. A stabilirlo è una ordinanza firmata il 28 gennaio dal sindaco Francesco Menna. Gli animali abbattuti saranno assegnati in maniera gratuita, a cura della Polizia Provinciale di Chieti, ai selecacciatori che partecipano alle attività di caccia selettiva «a parziale ristoro dei costi e dell’impegno sostenuto, nel rigoroso rispetto delle norme vigenti che regolano la tutela sanitaria, il benessere animale e la sicurezza alimentare». L’obiettivo è ridurre il numero degli ungulati, così come previsto dal piano triennale (2024-2026) di gestione e controllo della popolazione di cinghiale redatto dal biologo Fabio De Marinis. Si torna quindi a sparare nella riserva naturale di Punta Aderci dopo la sperimentazione dei “Pig Brig”, i recinti mobili che consentono di intrappolare più esemplari che vengono poi uccisi sul posto dai selecontrollori.
Il Comune di Vasto ha infatti sottoscritto una convenzione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise in data 28 aprile 2025 che contempla, appunto, l’utilizzo dei recinti, già sperimentati a San Salvo nel giardino mediterraneo. A Punta Aderci le reti sono state posizionate nell’azienda agricola di Michele Bosco. La sperimentazione - che non ha prodotto i risultati sperati – è iniziata a ottobre e si è conclusa a dicembre. Nell’arco di due mesi sono stati catturati sette cinghiali, stando ai dati diffusi dall’assessorato all’ambiente del Comune. Prima delle reti erano state utilizzate le gabbie che hanno consentito la cattura di 28 ungulati.
Una modalità, quest’ultima, contestata non solo dagli animalisti e dal docente universitario Andrea Mazzatenta, ma anche dall’arcicaccia provinciale. Nel frattempo il Comune ha ricevuto nuove sollecitazioni dagli agricoltori che lamentano danni a causa delle continue incursioni degli ungulati e ha disposto un nuovo piano di abbattimento, ma questa volta con la caccia selettiva.

