«Cinquanta pugnalate per massacrare Laura»

19 Aprile 2017

L’autopsia sull’amica della moglie svela la ferocia di Marfisi. E lo incastra A Ortona nemmeno la pioggia ferma la veglia per le due donne ammazzate

CHIETI. Ammazzata con cinquanta pugnalate. Laura Pezzella è stata massacrata da Francesco Marfisi, l'autore del duplice omicidio di Ortona. Così dice l'autopsia che il medico legale incaricato dalla Procura, Pietro Falco, ha eseguito ieri a Chieti sull'amica di Letizia Primiterra, moglie dell'assassino, che con la 33enne aveva un legame stretto, diventato un rapporto sentimentale secondo la versione fornita da Marfisi alla Procura. Il marito assassino ha usato una violenza inaudita contro Laura Pezzella, sferrandole quei cinquanta fendenti, di cui almeno quattro mortali perché hanno raggiunto il cuore ed i polmoni.

L'autopsia, iniziata ieri alle 7 e ultimata alle 14, nell’obitorio del Policlinico teatino, ha fornito nuovi indizi sulla crudeltà di ciò è avvenuto giovedì Santo nella villetta di contrada Tamarete, raggiunta da Marfisi pochi minuti dopo aver ucciso la moglie 47enne nell'androne della palazzina di via Zara, dove era ospite dell'amica Chiara T. Pezzella ha avuto modo - seppur marginalmente - di difendersi: lo dimostra una ferita da taglio che il medico legale Falco ha riscontrato sulla mano sinistra della 33enne. Marfisi, «giunto a Tamarete», si legge nelle sette pagine di ordinanza di custodia cautelare, «ha sfondato con una spallata la porta di ingresso ed è salito per una rampa di scale, impugnando i due coltelli, per sferrare non meno di 18 pugnalate». In realtà la «furia omicida», così la definisce il giudice, ha portato Marfisi a sferrare molte più pugnalate, di cui l'ultima al pube della vittima. Un gesto che agli investigatori appare simbolico per quanto riguarda il movente legato alla gelosia per la relazione sentimentale tra le due amiche.

Il marito omicida ha colpito la 33enne da una posizione frontale, facendo uso dei due coltelli con lame di 15 e 19 centimetri. Alcune ferite sono anche dorsali. Sulla Pezzella il medico legale ha riscontrato lesioni «penetranti e profonde», ma per capire se abbia utilizzato entrambi i coltelli, è necessario aspettare la compatibilità con le ferite riportate da Letizia Primiterra, su cui oggi sarà eseguita la seconda autopsia. Le cinquanta pugnalate sono state inferte davanti agli sguardi dei figli della donna, che hanno 7 e 8 anni. Poi Marfisi è risalito sulla sua Opel Mokka, pronto a riapparire in via Zara, sul luogo del primo delitto, nei pressi del quale è stato successivamente arrestato. Tuttavia, prima di tornare nel quartiere San Giuseppe, ha visto il marito di Pezzella, ha abbassato il finestrino della vettura e gli ha fatto segno «con la mano di aver tagliato la gola a sua moglie». Quindi, per l’accusa, era consapevole di ciò che aveva commesso.

Tra le prime reazioni raccolte ieri c’è quella di Ilario Cocciola, avvocato dei Pezzella: «È ancora prematuro fare delle valutazioni sulla perizia del dottor Falco che però esaminerò con particolare attenzione», dice il legale che, come nel caso dei Primiterra, assistiti dall’avvocato Tirabassi di Sulmona, ha scelto di non nominare un consulente di parte. «È ovvio che emerge una premeditazione lucida e consapevole dell'omicidio, con l'aggravante della crudeltà vista la molteplicità dei colpi inferti dall'omicida alla propria vittima», aggiunge Cocciola. «È evidente che ha martoriato il corpo cagionando delle atroci sofferenze, inutili rispetto alla già grave volontà di uccidere. Siamo di fronte ad una particolare brutalità, il tutto in un contesto di presenza di bambini che ne rafforza l'atrocità gratuita».

Ortona è sempre più sotto choc. Ieri sera, contro i femminicidi e la violenza di genere, doveva tenersi la fiaccolata organizzata dalla parrocchia di San Giuseppe. Ma pioveva. Il maltempo però non ha rovinato l'iniziativa, che si è comunque svolta in chiesa con una veglia alla quale hanno partecipato i figli di Letizia, oltre che Chiara T., la ragazza che ospitava la 47enne nel suo appartamento di via Zara e che doveva essere, secondo la procura, la terza vittima predestinata.

«Il mio pensiero va ai figli di Laura, di Letizia, ai suoi nipoti e ad entrambe le famiglie» ha detto il parroco, Giovanni Toglo. «Una preghiera anche per Francesco che ha ceduto alla furia omicida». In fondo alla chiesa c'era inoltre il papà di Letizia, Iziano Primiterra, mentre non hanno preso parte alla cerimonia i genitori di Laura Pezzella. I funerali di quest'ultima si tengono stamattina, alle 10, proprio nella chiesa di San Giuseppe.