Cinque Stelle: Tari meno cara utilizzando gli utili sui rifiuti

11 Novembre 2016

VASTO. «Gli aumenti Tari? Si possono evitare utilizzando gli utili della Pulchra e i proventi derivanti dalla lotta alla evasione». Il Movimento 5 Stelle torna alla carica su un argomento di stretta...

VASTO. «Gli aumenti Tari? Si possono evitare utilizzando gli utili della Pulchra e i proventi derivanti dalla lotta alla evasione». Il Movimento 5 Stelle torna alla carica su un argomento di stretta attualità, dopo la delibera del commissario straordinario del Civeta, Franco Gerardini, che ha stabilito l’incremento delle tariffe per il conferimento dei rifiuti nell’impianto di riciclaggio e di compostaggio di Valle Cena a Cupello.

Dal 1° gennaio 2017 i Comuni consorziati -tra cui Vasto- pagheranno 122,61 euro a tonnellata per i rifiuti indifferenziati e 78,02 euro a tonnellata per la Forsu (frazione organica) di prima fascia. In pratica gli aumenti hanno subito un incremento del 23,84% per l’indifferenziato e del 28,39% per i rifiuti organici. I pentastellati -che sono contrari ai rincari della tariffa dei rifiuti- rilanciano la loro ricetta.

«L’aumento potrebbe essere evitato», attaccano gli attivisti del M5S, «anzi la Tari potrebbe essere ridotta se l’amministrazione comunale di Vasto accettasse di adottare i provvedimenti da noi proposti e puntualmente bocciati dalla maggioranza nei passati consigli comunali». Quali sono? L’utilizzo degli utili della Pulchra, la società partecipata del Comune che si occupa del servizio di igiene urbana, e che ammontano a circa 300mila euro, ed i proventi derivanti dalla lotta alla evasione (circa 250mila euro). Queste risorse potrebbero essere destinate alla riduzione delle aliquote a carico dei cittadini e delle imprese. «Le proposte avanzate da Ludovica Cieri e Dina Carinci sono state respinte con argomenti pretestuosi», rilancia il Movimento che si impegna, attraverso le sue rappresentanti, a ripresentarle quando sarà discussa in consiglio comunale la Tari per il 2017.

«Riteniamo utile», aggiungono gli attivisti, «evidenziare che gli aumenti tariffari del Civeta sono stati adottati da un commissario e ciò dovrebbe indurre tutti a chiedersi le cause del commissariamento di una società partecipata del Comune di Vasto con la rilevante quota del 44%. Cosa ha fatto l’amministrazione Lapenna per evitare il dissesto economico del Civeta? Non ci sembra che l’argomento sia stato inserito nel programma elettorale del sindaco Francesco Menna né figuri nel recente Dup, documento unico di programmazione 2017-2019». I pentastellati chiedono di mettere la parola fine alla politica dei figli e figliastri «adottando politiche di riequilibrio tariffario e di sana ed imparziale gestione delle due aziende. Il sindaco Menna ci dica come intende procedere». (a.b.)

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