Città indebitata fino al 2040? Luise: falso. Di Paolo: vero

Oggi in consiglio la madre di tutte le delibere su un mutuo di 88milioni di euro La maxi cifra sarà spalmata sui prossimi 25 anni. Ma per l’assessore è un bene
CHIETI. È la madre di tutte le delibere quella che arriva oggi pomeriggio in Consiglio comunale, perché indebita Chieti fino al 2040 per la somma record di 88 milioni di euro. Ipoteca il bilancio del Comune per un quarto di secolo allungando i tempi di restituzione dei mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti che invece si sarebbero estinti nel 2029. A portarla al vaglio dei consiglieri è il neo assessore al bilancio, Valentina Luise, che difende la scelta fatta dagli attacchi, in particolare quello del consigliere d’opposizione Bruno Di Paolo. Allungando il mutuo, si allungano anche gli interessi, dice Di Paolo. Secondo lui, il Comune dovrà pagare ben 8 milioni di euro in più di interessi. Per la Luise, invece, nella rinegoziazione il Comune ha solo da guadagnare. «Nessun nuovo o maggior indebitamento sarà addossato ai cittadini», afferma, «la convenienza dell’operazione sia sul piano economico che su quello finanziario è certificata da soggetti terzi. Circa 13 milioni di euro saranno i risparmi derivanti dalla diminuzione delle rate che nei prossimi anni saranno destinati a nuovi investimenti a vantaggio delle generazioni future». Anziché dover pagare 8 milioni in più, la rinegoziazione, dunque, consente di risparmiarne 13. E a testimonianza di quanto asserito, la Luise cita l’Ufficio finanziario del Comune, «che ha attestato la fattibilità tecnica dell’operazione», la società specializzata esterna, «che ha supportato documentalmente i valori necessari per assumere in maniera informata e consapevole le deliberazioni», e infine il collegio dei revisori dei conti che ha dato parere favorevole. Al contrario, le contestazioni del consigliere Di Paolo, dice l’assessore, «non sono supportate da alcun fondamento». Luise precisa anche che non tutto l’ammontare del debito con la Cassa è stato rinegoziato. Degli 88 milioni di euro, infatti, solo 36 milioni e mezzo andranno “spalmati” sino al 2040.
«A fronte di un orizzonte temporale più ampio di rimborso», spiega tecnicamente l’assessore, «diminuiscono i tassi di interesse applicati». Luise non nega che l’operazione comporti maggiori interessi in termini assoluti, cosa che ha dato il là all’attacco dell’ex vice sindaco ma, nonostante ciò, la rinegoziazione si dimostra comunque conveniente. «Lo è anche da un punto di vista economico», afferma, «come dimostrato dall’attualizzazione dei flussi finanziari operata dalla società specializzata secondo i parametri indicati dalla Cassa». E lo è anche sotto l’aspetto finanziario, con il risparmio originato dalla diminuzione delle rate di ammortamento che verrà destinato per legge a nuovi investimenti, «dei quali fruiranno, in misura sensibile, soprattutto le generazioni future», sottolinea l’assessore facendo riferimento agli attacchi di Di Paolo che aveva tirato in ballo proprio le nuove generazioni che nasceranno col debito. La polemica però si sposta dalle pagine del giornale ai banchi del Consiglio con la seduta indetta dal presidente Liberato Aceto per oggi pomeriggio a partire dalle 15.30 in prima convocazione e per mercoledì alle 8.30, in seconda convocazione. All’ordine del giorno ci sono solo due punti. Il primo è la rinegoziazione dei mutui, il secondo riguarda invece la costituzione della Asp (Azienda pubblica di servizi alla persona) che deve riassorbire tutte le ex Ipab della provincia, compreso gli istituti riuniti di assistenza “San Giovanni Battista”.(a.i.)

