Città invasa di turisti Il Mastrogiurato sfila tra gli applausi

Tenaglia guida il corteo storico, Marsilio in prima linea In abiti d’epoca anche l’assessore Caporale: «Che emozione»
LANCIANO. Alla vigilia aveva il timore, per la grande emozione, di pronunciare in modo errato qualche parola del giuramento in latino il giudice Lanfranco Tenaglia, scelto dall’associazione il Mastrogiurato per indossare i panni del magistrato medievale nella storica rievocazione di ieri giunta alla 38ª edizione. Invece è andato tutto per il meglio: sicuro ha pronunciato quelle parole che lui stesso ha definito un inno alla libertà, alla giustizia, all’apertura verso gli altri: «Giuriamo che amministreremo la fiera di Lanciano e garantiremo la libertà di commercio con ferma autorità, con giuste sentenze ed ottimo discernimento. Faremo in modo che l’emporio dei Frentani, secondo il costume degli antenati, accolga benignamente e generosamente le genti di ogni paese». Prima aveva indossato il mantello di velluto rosso bordato di pelliccia, il cappello e la catena d’oro, e ricevuto da quello che era il sindaco, lo spadino e le chiavi della città. Applausi scrocianti delle migliaia di persone presenti al corteo (nonostante la pioggia) che si è snodato fino alla piana delle fiere (ex ippodromo). Le fiere che hanno reso famosa Lanciano nel medioevo. E per amministrare le fiere di maggio e settembre, sorvegliare i mercati e gli approvvigionamenti, amministrare la giustizia civile e penale, assicurare la “pace di fiera” ai mercanti di ogni nazione e religione nel 1304, re Carlo II D’Angiò istituì la figura del Mastrogiurato. Ma a catturare l’attenzione tra squilli di chiarine e battere di tamburi è stato poi il corteo di dame, in abiti preziosi di velluto e sete con lunghi strascichi, ancelle e paggi, cavalieri, armigeri non solo dei rioni storici guidati dal Borgo, che ha vinto la tenzone, ma anche delle delegazioni ospiti: Confederazione Europea Giochi e Manifestazioni Storiche, Federazione Italiana Giochi Storici, gruppo della rievocazione della battaglia tra turchi e cristiani di Tollo, corteo storico di Ortona, quello di Popoli, armigeri di Bucchianico, gruppo di Montecassiano, il ritorno dopo anni degli sbandieratori e musici di Lanciano, poi le delegazioni di Ungheria e Slovenia. E tra le dame, lancianesi, ha spiccato Francesca Caporale, assessore comunale, proprio al commercio. Ha sfilato con l’abito di velluto rosso di Lancianovecchia. «A Lancianovecchia ha sede il Comune, è il rione della famiglia di mia madre», dice emozionata la dama assessore, «è un’esperienza che vuole dimostrare attaccamento alle nostre tradizioni. Poi il mio è un assessorato ad hoc, il commercio. Ovviamente oggi è molto diverso, prima le fiere erano gli unici eventi per scambi commerciali, oggi invece c’è una concorrenza enorme, soprattutto dell’on-line che sta distruggendo i piccoli negozi. Dobbiamo trovare il modo per ridare vita alle nostre attività, favorirle, per far vivere tutta la città».
Prima dell’arrivo del corteo la piazza si è animata con gli spettacoli a cui ha assistito anche il presidente della Regione Marco Marsilio affascinato dalla manifestazione. Hanno colpito lui, ma soprattutto i più piccoli, i combattimenti con spade, lance, dei cavalieri dell’Ordine di San Giorgio di Visegrad, le danze del gruppo Primavera, i volteggi di bandiere del gruppo Tamburi e alfieri del Mastrogiurato e dei Tamburini e sbandieratori di Montecassiano, la musica degli Holloenek Hungarica. Per la prima volta c’è stato il coinvolgimento di molti commercianti che hanno aperto i negozi durante il corteo e “vestito” le proprie vetrine con oggetti e abiti medievali per l’intera settimana. In fondo Lanciano era, e può tornare ad essere, la regina dei commerci.

