Cittadella della cultura alla Villa: l’ateneo investe 5 milioni di euro

Il cda della d’Annunzio dà il via libera: nella struttura saranno ospitati dottorati di ricerca e uffici L’università e la Regione cercano altri fondi per completare l’opera: «Prime novità tra una settimana»
CHIETI. «Per la caserma Bucciante abbiamo portato una soluzione, anche se parziale, comunque un buon livello di partenza». Commenta così il rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi la nuova riunione di ieri mattina in prefettura sulla caserma Bucciante da trasformare in cittadella della cultura. L’ateneo d’Annunzio ha confermato lo stanziamento di 5 milioni presentando il programma di quello che vuole realizzare alla Bucciante. «L’università ha fatto la sua parte», dice il rettore, «se ci saranno variazioni rispetto a quello che ci eravamo detti, dovremo riportare tutta la pratica all’approvazione del senato accademico e del consiglio di amministrazione. Noi cercheremo di intercettare progetti di finanziamento e ci auguriamo che possano farlo anche Comune e Regione».
L’incontro si è svolto alla presenza, oltre che del rettore e del prefetto Armando Forgione, anche della funzionaria Cinzia Di Vincenzo, del sindaco Diego Ferrara, del presidente del consiglio comunale Luigi Febo, del direttore generale Giovanni Cucullo, della responsabile del patrimonio Emilia Simone, del direttore del Demanio Raffaella Narni con il vice Marcello Bosica e il funzionario Luciano Gubiotti, del consigliere regionale delegato Mauro Febbo con i dirigenti Germano De Sanctis e Andrea Liberatore e il funzionario Sabrina Cataldi, di Aldo Pezzi, funzionario della Soprintendenza, e per la Provincia del consigliere Filippo Di Giovanni. Il Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti era infine rappresentato da Luciano Di Tizio.
In apertura dei lavori l’università, attraverso il rettore Caputi, ha presentato un progetto in relazione all’area della ex Bucciante di propria competenza che ne prevede la destinazione d’uso a sede degli uffici di amministrazione, a parte della scuola di dottorato e dei Dottorati di ricerca; a servizi per alta formazione; a una foresteria per docenti fuori sede e stranieri; a corsi di laurea e terza missione e a infrastrutture per didattica e servizi. Per tale progetto la d’Annunzio ha confermato i 5 milioni di euro a fonte di un investimento necessario valutato di poco superiore ai 10 milioni.
Il rettore ha già portato all’approvazione di senato accademico e consiglio d’amministrazione il programma di rifunzionalizzazione della caserma Bucciante. La d’Annunzio ha approvato il finanziamento, subordinatamente all’acquisizione di tutte le risorse necessarie all’esecuzione dei lavori entro il 31 dicembre 2023. Dopo una ampia discussione si è deciso di attivare un tavolo ristretto tra università e Regione che nell’arco di una settimana valuterà quali altri canali sono percorribili per reperire i fondi mancanti. Con lo spirito di ottimizzare i tempi sarà contemporaneamente attivato anche un secondo tavolo che in parallelo studierà quello che il prefetto ha definito “un piano B”: Demanio, università, Regione, Provincia, Comune e Soprintendenza si incontreranno a livello tecnico per studiare una ipotesi alternativa che preveda una compresenza della d’Annunzio e un altro ente. Si pensa al Polo museale o al museo Barbella.
«Ringrazio il prefetto Forgione per l’eccezionale impegno a favore della città», dicono Ferrara e Febo. «Grazie a lui e alla buona disponibilità di tutti gli attori presenti al tavolo è stato compiuto un importante passo in avanti verso la restituzione alla collettività della ex Bucciante. Nell’arco di pochi giorni si verificherà se è praticabile in termini economici l’attribuzione in toto all’università, soluzione auspicabile. Altrimenti si porteranno avanti scelte sicuramente ottimali per un uso compatibile di quegli spazi». La Regione, rappresentata da Febbo, «ribadisce la disponibilità economica all'accordo di programma, manifesta soddisfazione per la nuova “apertura” dell’università alla individuazione di bandi Pnrr che realizzino a pieno il progetto iniziale di sviluppo economico della città».

