Civeta, scontro nel Consiglio di San Salvo

La maggioranza: «No al direttore generale». L’opposizione abbandona l’aula: «Liti nel centrodestra»
SAN SALVO. Il consiglio comunale di San Salvo dà il via libera alla trasformazione regressiva del Civeta da società di capitali ad azienda speciale consortile, ma l’opposizione abbandona l’aula dopo la presentazione di un emendamento sul direttore generale. È andato in scena nell’aula consiliare lo scontro tra maggioranza e minoranza sulla proposta di modifica allo statuto del Civeta di Cupello, finalizzato alla abolizione della figura del direttore generale che la società ha reclutato tramite una procedura concorsuale. Al primo posto della graduatoria si è classificato l’ex consigliere regionale Manuele Marcovecchio (FI), circostanza che ha scatenato un vespaio di polemiche, oltre alle dimissioni del componente del cda, Angiolino Di Chiacchia, in rappresentanza del Comune di San Salvo.
«Un ente come il Civeta, la cui gestione si riverbera direttamente nelle tasche dei nostri cittadini, di tutto aveva ora bisogno, visti i suoi conti (in perdita), ma non di spendere oltre 100 mila euro l’anno per un direttore generale, che l’ente non ha mai avuto», spiegano in una nota i referenti delle liste di maggioranza, «per questo motivo abbiamo proposto di emendare lo statuto del nuovo Consorzio, chiedendo che non vi sia un direttore generale, e qualora vi fosse, che venga selezionato in modo chiaro, trasparente e secondo criteri di competenza, con esperienze nella gestione degli impianti».
L’opposizione, che avrebbe votato favorevolmente la delibera, per non perdere i fondi Pnrr, ha abbandonato l’aula. «Quell’emendamento è un regolamento di conti interno al centrodestra», commenta il capo dell’opposizione, Fabio Travaglini, «non si può, per colpire questa o quella persona, per regolarsi su una carica in più o in meno, stravolgere uno statuto e andare a modificare le regole di un’azienda. Per questo motivo abbiamo abbandonato l’aula: non ci stiamo alla strumentalizzazione del consiglio comunale e a dei sotterfugi per nascondere il reale problema politico, che non andava trattato in consiglio comunale, ma nell’assemblea del Civeta». «Riteniamo, e di questo ne siamo assolutamente certi, che eventuali modifiche allo statuto devono essere approvate nell’assemblea del Civeta», aggiungono le due consigliere del Pd, Emanuela Tascone e Michela Torricella, «il compito e l'onere del consiglio comunale è quello di prendere atto dello statuto già approvato in sede assembleare e non certo di porre vincoli o modifiche allo stesso. Da una importante delibera che avrebbe blindato i finanziamenti del Pnrr ottenuti dal Civeta, abbiamo assistito invece ad una perdita di tempo e soprattutto ad una diatriba interna al centrodestra della quale vogliamo e dobbiamo rimanere fuori", concludono le due rappresentanti del Pd.
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