Civeta, è lite a Monteodorisio sul nuovo dg

9 Novembre 2024

Società dei rifiuti. Via libera alla trasformazione in Consorzio ma il consiglio si spacca sull’incarico

MONTEODORISIO. Via libera alla trasformazione regressiva del Civeta da società di capitali a Consorzio, ma netta contrarietà alla figura del direttore generale. Si è espressa in questi termini l’assemblea civica di Monteodorisio che ha registrato l’astensione dei consiglieri comunali di minoranza Daniele Molisani, Angela Menna e Armando Menna sull’emendamento che mirava ad abolire la figura del direttore generale.
«È incomprensibile la posizione della minoranza», dichiarano in una nota in consiglieri della lista Nuovo Agire, «la nostra proposta di emendamento è stata condivisa con gli altri comuni del Consorzio che si oppongono a tale nomina, assolutamente non necessaria e già stigmatizzata dalla Corte dei Conti. Tre cose vanno ricordate alla lista di minoranza: la prima è che lo stipendio del dg verrà pagato dai Comuni consorziati attraverso le imposte dei cittadini. Quindi qualsiasi aumento ingiustificato dei costi del personale dell’ente consortile significherà un aumento della Tari per gli abitanti di Monteodorisio. Si vede, e questa è la seconda considerazione, che ai consiglieri questo non interessa. Evidentemente preferiscono che i monteodorisiani paghino più tasse per finanziare una nomina politica di qualcuno a loro gradito. Infine, la nostra amministrazione è contro qualsiasi aumento dei costi della politica».
Per la minoranza «la sindaca Catia Di Fabio e i suoi consiglieri preferiscono strumentalizzare la posizione assunta dal nostro gruppo consigliare rispetto all’emendamento. Abbiamo deciso di astenerci in quanto trattasi di “un copia e incolla” dettato da capricci politici della loro area di appartenenza. Torniamo a ripetere che non accettiamo il vuoto moralismo di una maggioranza che si erge a paladina delle casse pubbliche solo perché il direttore generale non è nelle loro grazie e non appartiene a Fratelli d’Italia. Chiediamo al Civeta un serio piano industriale che abbia un unico obiettivo: la ripartenza dell’impianto, garantendo il mantenimento dei costi, il raggiungimento degli obiettivi e la crescita del territorio. Dal nostro canto e invitiamo anche la maggioranza a farlo, monitoreremo nel tempo il raggiungimento degli obiettivi prima di giudicare la capacità o meno del direttore generale», concludono Molisani e gli altri consiglieri. (a.b.)