Civitanova vince le gare e aprirà il corteo storico

La Tenzone dei quartieri alla compagine biancoceleste guidata da Fabio Spoltore Al Borgo il primo Trofeo Pasquini di tiro alla fune. Domenica sfila il Mastrogiurato
LANCIANO. Sarà il quartiere di Civitanova ad aprire domenica prossima il corteo della quarantesima edizione del Mastrogiurato, impersonato quest'anno dal magistrato Antonio Didone. La squadra dei biancocelesti, capitanata da Fabio Spoltore, si è aggiudicata la Tenzone dei quartieri di scena ieri pomeriggio in piazza Plebiscito, dominando in quasi tutte le gare, nel primo assaggio di folla cittadina dopo due anni di Covid, di chiusure, divieti, mascherine. E la città, nella giornata che di fatto ha dato il via alla Settimana medievale, ha risposto con entusiasmo. In centinaia hanno affollato la piazza, diventata per qualche ora un'arena a cielo aperto, tra il calore delle tifoserie delle squadre dei quattro quartieri storici e delle tante famiglie e cittadini accorsi per la prima grande manifestazione di questo scampolo d'estate lancianese. Ad aggiudicarsi il primo Trofeo Antonio Pasquini, nell'appassionante gara del tiro alla fune è stato invece il quartiere Borgo.
LA TENZONEGare di equilibrio, di forza, velocità, ma soprattutto tecnica e capacità nel mantenere i nervi saldi hanno appassionato il pubblico fin dalle 17 in piazza Plebiscito. A contendersi il trofeo dello scultore lancianese Vito Pancella e la possibilità di aprire il corteo del Mastrogiurato erano le squadre dei rioni storici Borgo, Lancianovecchia, Civitanova e Sacca. Dodici gli atleti per ogni squadra che hanno vissuto la giornata come un rito: il rinnovo del patto di appartenenza al quartiere, alla propria gente, ai vicoli di sempre, alle finestre affacciate sui muri antichi, agli odori, suoni e leggi non scritte che rappresentano l'identità di una comunità. A partecipare alla tenzone gli atleti storici, ma anche nuovi residenti in un miscuglio di razze, cognomi, esperienze e vissuti che è poi il senso stesso della rappresentazione del periodo delle fiere nel Medioevo a Lanciano, dove tutti vendevano tutto, in un bazar vecchio centinaia di anni, ma che si rinnova ad ogni giro di terra attorno al sole.
I GIOCHIDonne alla fonte, antichi mestieri e tiro alla fune. Sono state queste le gare scandite al ritmo dei tamburi e delle chiarine dell'associazione Sbandieratori e musici di Lanciano. Le staffette hanno visto anche una maggiore partecipazione delle donne, agguerrite come i colleghi uomini e protagoniste anche nel fare da motivatrici per le squadre.
IL TIRO ALLA FUNELa più appassionante delle gare ha visto primeggiare i gialloverdi del Borgo. Il primo Trofeo Antonio Pasquini, dedicato all'atleta della Sacca prematuramente scomparso due anni fa, è andato alla squadra che ha saputo dosare forza e tecnica meglio di tutte le altre. Non si è trattato solo di restare ben piantati a terra, ma di assestare piccoli balzi ben congegnati che hanno portato a divorare in pochi minuti i 4 metri di distanza che separavano i campi di gara. Commossi i genitori di Antonio che hanno sollevato al cielo il trofeo realizzato dall'artista Nicola Antonelli in segno di gratitudine e di ricordo. «È stato un bel pomeriggio di festa», ha commentato il sindaco Filippo Paolini, mentre il vicesindaco e assessore alla cultura Danilo Ranieri ha omaggiato l'entusiasmo dei rioni storici e dei loro fieri abitanti.
GLI APPUNTAMENTIOggi alle 18.15 Nella Casa di conversazione, conferenza "Abruzzo non è forte e gentile: è moderno" moderato dal giornalista Paolo Gambescia. Domani alle 18,30 in piazza Plebiscito spettacolo con volo dei rapaci.
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