«Clandestino nel mio Paese, aiutatemi»

Perde i documenti e scopre di non avere più una residenza: lancianese nel limbo della burocrazia
LANCIANO. Senza documento d’identità e senza una residenza per rifarli. È finito nel limbo della burocrazia Francisco Emidio Renziti, lancianese che da tre anni vive a Bologna. Nel capoluogo emiliano, lo scorso 18 dicembre, ha smarrito la carta d’identità. Così ha presentato denuncia alla questura di Bologna e con questa è tornato in Abruzzo per rifare i documenti. Ma qui l’amara sorpresa. «Ho vissuto 25 anni a Lanciano e adesso non ho più una residenza», racconta Francisco al Centro, «l’ultima era a Vasto, dove ero andato a vivere dopo essermi sposato, ma qualcuno ha fatto avviare la pratica per l’irreperibilità visto che ormai da tre anni vivo a Bologna».
Renziti è nato in Venezuela 40 anni fa. Dopo la morte della mamma quando aveva appena sei mesi, il padre, originario di Teramo, aveva riportato lui e i suoi tre fratelli in Italia. La famiglia si era stabilizzata ad Ortona, da una zia. Compiuti i 18 anni, Francisco ha raggiunto la sorella maggiore a Lanciano, dove ha vissuto per 25 anni. Poi la parentesi vastese con il matrimonio, finito, e da tre anni la vita a Bologna dove collabora per uno studio di tatuaggi. «Dopo aver perso i documenti ho scoperto di essere irreperibile», racconta il giovane, «non ho più una residenza e l’unica cosa che attesta la mia identità, al momento, è il foglio che mi ha rilasciato la questura. Attualmente sono senza fissa dimora e anche per questo non riesco a riottenere la carta d’identità. Con i documenti nuovi farei il passaporto per andare in Messico e raggiungere la mia compagna. Ma adesso, praticamente, sono un clandestino nel mio Paese». Da più di una settimana ormai Francisco -che si presenta con tanti tatuaggi e orecchini, ma con gli occhi chiede solo un aiuto concreto a uscire da questo pasticcio burocratico- gira per gli uffici anagrafe dei Comuni, prima a Lanciano e poi anche a Vasto, in cerca di qualcuno che prenda a cuore la sua situazione e lo aiuti a rifare i documenti d’identità.
«La mia famiglia, per vari motivi, non può aiutarmi», dice al Centro, «una possibilità sarebbe quella di indicare come residenza la “casa comunale”. Spero che il Comune di Lanciano possa aiutarmi, ho vissuto qui per 25 anni». (s.so.)
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