Cocaina pagata anche con i Gratta e vinci, in sette a giudizio
Si facevano pagare la cocaina anche con i Gratta e vinci. In sette, accusati di essere coinvolti in un vasto giro di droga a Ortona, sono finiti sotto processo: a disporre il rinvio a giudizio, su...
Si facevano pagare la cocaina anche con i Gratta e vinci. In sette, accusati di essere coinvolti in un vasto giro di droga a Ortona, sono finiti sotto processo: a disporre il rinvio a giudizio, su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani, è stato il gup di Chieti Andrea Di Berardino. È in programma il prossimo 11 marzo la prima udienza nei confronti degli imputati Tommaso Tascini, 47 anni, Fedele Spinelli (63), la moglie Maria Donata Rotolo (60), le figlie Daniela (39) e Valentina (29), Alessandro Rapino (42) e Monia Tacchia (39). A incastrarli, dopo mesi di appostamenti e intercettazioni telefoniche e ambientali, sono stati i carabinieri della compagnia di Ortona. Sono 49 gli episodi di spaccio contestati. I fatti sono avvenuti tra aprile e agosto del 2018. Le dosi venivano vendute a casa degli imputati e nei pressi di un bar di Ortona. Oppure gli spacciatori raggiungevano direttamente i clienti. Per mascherare gli affari illeciti, parlavano al telefono con un linguaggio in codice. Un esempio? «Tu sei un topolino e fuori ci sono tanti gattini», diceva una delle indagate alla complice per avvisarla della presenza delle forze dell’ordine. Gli accertamenti hanno consentito agli investigatori di specificare ruoli e gerarchie tra gli indagati. Una delle figure principali dell’inchiesta è Tascini, già in passato finito nei guai per vicende analoghe: secondo l’accusa, era lui a rifornire Fedele Spinelli, come documentato dai carabinieri in sei occasioni. Gli investigatori hanno scoperto anche insolite modalità di pagamento. Il 16 giugno del 2018, infatti, una coppia si è rifornita di cocaina da Rotolo e Fedele Spinelli pagando una dose con un Gratta e vinci vincente da 50 euro. Anche dopo la conclusione dell’inchiesta, però, alcuni degli indagati hanno continuato a portare avanti l’attività di spaccio. Nel maggio del 2019, ad esempio, Tacchia e Fedele Spinelli sono stati arrestati dai carabinieri con 66 grammi di cocaina, utili per confezionare 400 dosi. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Rocco Giancristofaro, Alfredo Trama, Massimo Solari e Roberto D’Ettorre.(g.let.)

