Cocciola anticipa il programma: «Territorio, servizi e mobilità»

11 Novembre 2024

Il candidato sindaco del centrosinistra si presenta e annuncia i primi argomenti aprendo al dialogo «Lo schieramento vuole essere visionario: servono queste basi per realizzare le esigenze della città» 

ORTONA. Quattro temi su tutti: la tutela del territorio, preparando la città ad affrontare i cambiamenti climatici; il completamento delle opere di interconnessione delle infrastrutture di cui Ortona è dotata: vie del ferro, della gomma e dell’acqua che trovano il loro punto di incontro nel porto; la mobilità, con una sorta di rivoluzione della sosta auto. E poi i giovani. Pochi concetti ma espressi con determinazione, quelli sui quali ieri mattina, Ilario Cocciola, 61 anni, avvocato, ha insistito durante la presentazione della sua candidatura a sindaco dello schieramento di centrosinistra. Cocciola ha finora il sostegno di Partito democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Azione, Italia Viva, Centro democratico e le liste civiche Il Faro e Ortona coraggiosa. In tanti in strada, all’ingresso della pasticceria Cantelmi, per l’appuntamento delle 11.
«Una coalizione ci vuole», comincia Cocciola, «ma solo se significa partecipazione. Il dialogo è andato fuori moda nelle ultime gestioni comunali e noi invece lo poniamo come primo punto programmatico. Dobbiamo lottare per costruire la nostra democrazia sul dialogo. Anche le scelte amministrative si devono fondare sul dialogo. Il centrosinistra deve darsi un assetto e una modalità operativa, evitando che il primo che dissente esca fuori sbattendo la porta, perché non è possibile determinare il format di volta in volta. La discussione e il pluralismo sono una ricchezza, però a volte troppa ricchezza può fare un danno se dopo aver condiviso le regole dello stare in campo qualcuno prende ed esce. Dunque fondamentale è costruire il centrosinistra stabile e farlo su un progetto. Un progetto, prima di tutto, che si basa su alcuni indirizzi prioritari che si intende condividere con i cittadini e le associazioni sociali e civiche della città».
Dalla premessa, al contesto sul quale intervenire. Si comincia dalla «tutela del territorio che costituisce la migliore azione preventiva per difendere l’economia e la vita delle persone. La migliore e anche la meno costosa. A Ortona», sottolinea Cocciola, come in tutto l’Ortonese, ciò significa innanzitutto tutela dell’agricoltura, ossia tutela della vitivinicoltura». Secondo punto: «L’idea di fondo è realizzare un attrezzato interporto del Medio Adriatico nel quale le merci delle produzioni locali e non, possano essere scambiate nelle diverse modalità di trasporto qui interconnesse: ferro, acqua e gomma». Altro tema è quello della mobilità e della sosta che «va interpretato come un sistema articolato e integrato, che andrà modulato in relazione alle risorse e alla capacità di progettazione partecipata. È importante proporre la creazione di nuove infrastrutture per nuovi collegamenti urbani e territoriali predisponendo un piano della mobilità che preveda sia l’implementazione delle piste ciclabili, sia la definizione di nuovi e diversi modi di trasporto e di parcheggio intesi come snodi di interconnessione tra questi. Alcuni esempi: la realizzazione di sistemi di collegamento come funicolari, ascensori inclinati, scale mobili, funivie tra città, porto, lidi e frazioni; il recupero dell’area dell’ex stazione, considerata come hub della mobilità, punto di arrivo, partenza e parcheggio dei diversi sistemi di trasporto (bici, monopattini, auto, funivie, ecc.); il riutilizzo del sedime della Ferrovia Sangritana come pista ciclabile alberata e come funivia urbana e di collegamento dell’ex stazione con l’ospedale; il ponte pedonale tra il rione San Giuseppe e Fonte Grande».
E, infine, il tema giovani per consentire loro di «esprimere il massimo della loro potenza ideativa, alimentandola, non illudendola o, peggio, barattandola con una vana promessa. Questo schieramento, deciso nel ricostruire a Ortona il territorio politico del centrosinistra, vuole ancora sognare ed essere visionario poiché sa bene che servono queste basi per una realizzazione pratica delle esigenze del Comune».
©RIPRODUZIONE RISERVATA