Coletti-D’Ottavio, ultima sfida sui conti

14 Luglio 2015

Il capogruppo Pd: evitato l’aumento di tasse e tariffe. Il sindaco: nella tua gestione scoperto di tesoreria per 5,5 milioni

ORTONA. D’Ottavio-Coletti: ultimo atto. Il consiglio comunale di venerdì ha evitato il default del Comune di Ortona ma non ha spento le tensioni tra il sindaco e il capogruppo del Partito democratico ortonese, la stessa fazione del primo cittadino.

Vincenzo D’Ottavio non ha azzerato la giunta, nonostante le pressioni del Pd, ma la delibera che spalmerà i residui nei prossimi trent’anni è stata ugualmente approvata, seppur con qualche emendamento presentato dallo stesso Pd. Un dettaglio che il capogruppo Tommaso Coletti ha usato per tornare ad attaccare l’amministrazione comunale: «Il consiglio ha approvato all’unanimità l’emendamento del Partito democratico che ha evitato l’aumento delle tasse e delle tariffe proposto dal sindaco D’Ottavio e dalla sua giunta per finanziare il disavanzo straordinario derivante dal riaccertamento dei residui attivi e passivi», ha rimarcato Coletti. «I 10,5 milioni di euro di disavanzo straordinario sono stati ripianati con i 4,1 milioni di avanzo di amministrazione derivante dal rendiconto 2014 e con un piano di finanziamento della durata di 30 anni con quote annuali di circa 211mila euro. Queste saranno finanziate in sede di bilancio con i proventi derivanti dalla vendita del patrimonio disponibile e la rideterminazione delle indennità di funzione per il sindaco, gli assessori e il presidente del consiglio comunale nella misura del 40% di quelle attualmente percepite, con un risparmio di circa 80mila euro all’anno, nonché attraverso le misure di razionalizzazione della spesa e di miglioramento delle politiche di entrata».

D’Ottavio, invece, si è detto soddisfatto per l’approvazione della delibera che ha scongiurato il dissesto economico. Entrando nel merito ha aggiunto che l’ordine del giorno sulla riduzione dei compensi agli amministratori «potrebbe comportare solo una riduzione di spesa, ma non un aumento dell’entrata da poter destinare a coprire l’impegno di spesa del riaccertamento». E non è mancata la stilettata al capogruppo del Pd: «La copertura del disavanzo dovrà avvenire con entrate realisticamente realizzabili, per evitare l’aumento dell’anticipazione di cassa verificatosi invece nel periodo dell’assessorato al bilancio affidato ai Coletti, che ha determinato uno scoperto in tesoreria di oltre 5,5 milioni di euro e con pesanti interessi passivi che la collettività sta pagando». L’ultimo pensiero del sindaco è andato ai suoi assessori: «Li ringrazio per il supporto mostratomi in questi mesi, in cui ho dovuto spesso prendere in considerazione decisioni difficili a causa della politica ricattatoria di una parte del Pd». La frattura interna al partito è sempre più insanabile.

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