Coletti: il no al Gpl ci toglie 53 milioni

14 Giugno 2016

Ortona, il capogruppo del Pd lancia la sua provocazione alla vigilia del consiglio comunale sui depositi al porto

ORTONA. No gpl, no soldi. Non è uno slogan pubblicitario, ma un pensiero autorevole che emerge a due giorni dal Consiglio comunale, nel corso del quale gli amministratori ortonesi saranno chiamati ad esprimersi sul progetto della Seastock srl.

A 48 ore dall'atteso confronto politico è il capogruppo del Partito Democratico di Ortona, Tommaso Coletti, a lanciare una provocazione: «Inutile spendere i tanti milioni di euro previsti nel Masterplan (53,6 ndc) se ciò che vogliamo è un porto diverso da quello immaginato per il suo sviluppo». È una stilettata bella e buona quella dell'esponente del Pd, che ricorda come lo scalo ortonese abbia un'impostazione di tipo industriale. Con tutto ciò che ne consegue. Insomma, secondo Coletti se il deposito di gpl dovesse avere le carte in regola per essere realizzato è giusto che venga costruito. Anche perché se fosse dimostrato che ci sono i presupposti «nessuno fermerà il suo insediamento, al di là di ogni manifestazione più o meno folkloristica».

È tutto qui il nocciolo della questione: l'impianto presenta i requisiti di conformità con il piano regolatore portuale, sia con quello vigente che con il nuovo (adottato nel 2015)? Sembrerebbe che secondo il comitato porto, l'organismo consultivo che proprio Coletti aveva chiesto al sindaco Vincenzo D'Ottavio di interpellare, questi requisiti non ci siano. «Se fosse così l'argomento sarebbe chiuso. Non ci sarebbe nulla di cui discutere».

Il capogruppo nonchè consigliere comunale del Pd aggiunge: «Io penso che nessuno voglia che il porto non sia sicuro. Credo che lo stesso imprenditore si preoccupi di questo aspetto: se avesse dei dubbi sulla sicurezza non avrebbe presentato un progetto per realizzare un complesso turistico-residenziale a poche centinaia di metri». Giovedì sarà di certo una tappa importante per tutti gli sviluppi sul possibile deposito. Un momento rilevante, tuttavia precisiamo non decisivo. La disposizione finale, infatti, spetterà al Ministero dello Sviluppo economico. Ma quale sarà la posizione del Pd nel prossimo consiglio?

«Non abbiamo pregiudizi», ribatte Coletti. «Se il comitato porto confermerà che il progetto è incompatibile con il piano regolatore portuale, ci adegueremo di conseguenza. Noi ad ogni modo non vogliamo che su questa partita si facciano delle strumentalizzazioni sulla pelle dei cittadini».