Coletti: il sindaco faccia la giunta. Cieri: no, si dimetta

28 Ottobre 2014

ORTONA. Il capogruppo del Pd Tommaso Coletti torna a sollecitare il sindaco Vincenzo D'Ottavio per la formazione, a brevissimo, di una nuova giunta comunale perché la città non può permettersi di...

ORTONA. Il capogruppo del Pd Tommaso Coletti torna a sollecitare il sindaco Vincenzo D'Ottavio per la formazione, a brevissimo, di una nuova giunta comunale perché la città non può permettersi di rimanere a lungo in questo stallo politico-amministrativo. «Il sindaco», ricorda Coletti, «ha avuto ed ha ancora una maggioranza in consiglio comunale, formata dal Pd, dall’Udc e dal presidente del consiglio comunale, Ilario Cocciola, che con lui ha condiviso un percorso ed ha conseguito molti risultati positivi per la città. Il primo cittadino»,continua, «dopo le dimissioni del vice sindaco Roberto Serafini, ha interrotto tutte le iniziative positive in corso, azzerando inspiegabilmente la giunta e creando così un vuoto amministrativo che sta danneggiando Ortona. Per questo avverto la responsabilità di dire al D'Ottavio di fare presto. La maggioranza a nove consiglieri è ancora a disposizione per riprendere il cammino insieme a lui per il bene della comunità. Se vuole lavorare ancora per il reingresso in maggioranza di Sel e di Italia dei Valori lo faccia pure, ma costituendo subito un esecutivo tecnico, che sia tecnico veramente, transitorio, per assumere le deliberazioni che hanno scadenze a breve per evitare così ulteriori danni alla città».

È fortemente critico sull'attuale situazione politica il consigliere comunale di minoranza Tommaso Cieri. «Gli stessi partiti della ex maggioranza hanno capito che da tale crisi non si esce, quindi ognuno cerca di addossare le responsabilità di tale crisi, e quindi dei susseguenti danni, all’altro, siamo quindi passati dalla guerra tra bande allo scaricabarile. La città di Ortona», aggiunge, «oltre alle problematiche mai affrontate seriamente da questa amministrazione, ora si trova anche ad essere inadempiente di fronte ad una ordinaria gestione della cosa pubblica, ebbene, davanti a tali macroscopiche quanto evidenti inadempienze che impediscono di fatto anche la gestione ordinaria della cosa pubblica, il sindaco ha solo una strada, nell’interesse della città e senza procurare ulteriori danni, in tempi strettissimi deve dimettersi, spiegando alla città le vere ragioni di questa faida interna alla maggioranza».(l.s.)

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